Piazza Affari chiude in ribasso, male le banche. Tonfo di STM, vola FCA

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Piazza Affari ha chiuso in ribasso appesantita dalle forti vendite che hanno colpito i titoli bancari. Sul settore si nota molta volatilità dopo il weekend degli stress test e in attesa dei contri trimestrali. Di contro da segnalare il balzo di FCA. Questa sera l’attesa è per la Federal Reserve che dovrebbe sancire la fine del suo piano mensile di acquisto titoli, che nel corso degli ultimi mesi è sceso fino a 15 miliardi di dollari. L’attenzione è però rivolta alla tempistica sul rialzo dei tassi d’interesse, anche se i toni della Banca centrale Usa dovrebbero restare ancora una volta improntati alla cautela. La guidance dovrebbe quindi essere mantenuta invariata per quanto riguarda la fine del quantitative easing e il primo rialzo dei tassi. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto l’1,63% a 19.157 punti.

Seduta di forti vendite sul comparto bancario. Non sembra esserci pace per Mps (-8,22% a 0,73 euro), scivolata ai minimi storici nonostante il Governo avrebbe dato l’assenso alla modifica del piano di rientro dei Monti Bond che prevede il rimborso di 600 milioni di euro nel 2015 e di 150 milioni nel 2016. In deciso ribasso anche gli altri titoli del settore bancario: Banco Popolare ha ceduto il 5,71% a 11,54 euro, Popolare dell’Emilia Romagna il 5,81% a 5,995 euro, Popolare di Milano il 5,72% a 0,592 euro, Intesa SanPaolo il 3,76% a 2,248 euro, Unicredit il 4,48% a 5,54 euro. Fiat (+12,79% a 8,60 euro) è volata dopo l’annuncio dello spin-off di Ferrari. La separazione verrà effettuata attraverso l’offerta pubblica di una parte della partecipazione di FCA nella casa di Maranello pari al 10% del capitale. Balzo anche della controllante Exor che è avanzata del 7,02% a 31,37 euro.

Crollo di STM (-10,15% a 5 euro) che ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto di 72 milioni di dollari dalla perdita di 142 milioni riportata nello stesso periodo dell’anno scorso. Saipem (-6% a 12,67 euro) ha proseguito la discesa dopo la revisione della guidance per l’intero 2014 e la raffica di downgrade arrivati dagli analisti.