Piazza Affari chiude in ribasso, male le banche. Svetta Ferragamo

Inviato da Alberto Bolis il Ven, 15/11/2013 - 17:43
Quotazione: TELECOM ITALIA
Quotazione: UNICREDIT GROUP
Quotazione: ENEL
Quotazione: INTESA S.PAOLO
Quotazione: SALVAT FERRAGAM
Piazza Affari ha chiuso in ribasso e l'indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,39% a 18.687 punti in scia alle vendite che hanno colpito soprattutto i titoli delle banche. Il listino milanese non ha seguito l'andamento positivo di Wall Street, che ha beneficiato ancora delle parole di ieri della Yellen e del calo inaspettato della produzione industriale, scesa dello 0,1% ad ottobre. Piazza Affari ha inoltre pagato la bocciatura di Bruxelles alla legge di Stabilità, varata il mese scorso dal governo letta. Il giudizio della Commissione Europea non è stato dei più teneri: l'ex Finanziaria rischia di non fare rispettare all'Italia gli obiettivi del patto di stabilità, in particolare per quanto riguarda la riduzione del debito, e di crescita nel prossimo anno. Detto questo, Bruxelles ha inserito l'Italia tra i Paesi dell'Eurozona che rischiano maggiormente di sforare i parametri di Bruxelles. E così sul secondario lo spread è salito in area 240 punti base.

Le vendite hanno colpito i titoli del comparto bancario: Popolare di Milano ha ceduto il 2,57% a 0,436 euro, Intesa SanPaolo il 2,19% a 1,699 euro, Montepaschi il 2,58% a 0,218 euro, Unicredit l'1,25% a 5,115 euro, Banco Popolare l'1,15% a 1,292 euro. Pirelli ha lasciato sul parterre il 2,35% a 10,81 euro pagando il downgrade di BofA Merrill Lynch che ha tagliato il giudizio sul titolo della Bicocca a neutral dal precedente buy. Male anche la galassia Enel: il titolo del colosso elettrico ha mostrato una flessione dell'1,32% a 3,294 euro, mentre la controllata Enel Green Power è arretrata dell'1% a 1,788 euro. Salvatore Ferragamo ha svettato con decisione sul Ftse Mib con un balzo del 6,35% a 25,30 euro dopo aver riportato ricavi e utili in crescita a doppia cifra nei primi nove mesi del 2013. Tra i titoli più comprati figura Fondiaria-Sai che ha mostrato un progresso del 2,32% a 1,942 euro. Telecom Italia (+0,45% a 0,675 euro) nonostante Standard & Poor's abbia abbassato il giudizio a "non-investment grade". Questo perché il principale operatore di tlc in Italia anche in futuro "dovrà fare i conti con un contesto molto competitivo e difficile dal punto di vista economico e normativo".
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