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Piazza Affari chiude in ribasso, male le banche e Stm -1-

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La Borsa di Milano ha tirato il freno dopo una serie di sedute caratterizzate dal segno più, appesantita soprattutto dalla performance negativa del comparto bancario. I listini hanno pagato il deludente Pil britannico, che nel quarto trimestre ha mostrato una flessione dello 0,5% mentre le attese indicavano un rialzo dello 0,5%. Questa mattina la Banca centrale indiana ha alzato i tassi d’interesse dello 0,25% al 6,25%, una mossa per frenare le spinte inflazionistiche. Grande attesa per il discorso del presidente americano, Barack Obama, e per l’inizio della riunione della Fed, che si concluderà domani con la decisione sui tassi d’interesse. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib ha ceduto lo 0,98% a 21.940 punti.

Dopo una serie di rialzi sostenuti è arrivato il giorno delle vendite per il comparto bancario: Monte dei Paschi ha ceduto il 3,92% a 0,92 euro, Intesa SanPaolo il 2,17% a 2,36 euro, Popolare di Milano il 3% a 3,06 euro, Banco Popolare il 2,26% a 2,59 euro, Unicredit il 2,50% a 1,83 euro, Ubi Banca l’1,54% a 7,36 euro. A pesare sul settore la circolare della Banca d’Italia che ha chiarito che le azioni con il dividendo legato al nominale (risparmio e privilegio) non possono essere incluse nel core capital. “C’è la possibilità di cambiare lo statuto – hanno scritto gli analisti di Equita nella nota odierna -, ma nel caso di Intesa SanPaolo la cosa non è semplice perché si deve passare per l’assemblea speciale degli azionisti di risparmio”. Mps, invece, ha le azioni privilegiate attribuite alla Fondazione per rispettare l’obbligo di scendere sotto il 50% del capitale ordinario imposto dalla legge. Gli impatti sul Core Tier 1, secondo il calcolo della sim milanese, sono di -15 punti base per Intesa SanPaolo, -69 punti base per il Monte, -6 punti base sulla Banca Popolare dell’Emilia Romagna. Adesso quindi gli istituti italiani dovranno trovare le giuste contromosse per limitare l’impatto negativo sui loro coefficienti patrimoniali. “Nel caso di Intesa – ha spiegato Equita – riteniamo probabile la conversione 1:1, mentre per Mps la modifica dello statuto”.

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