Piazza Affari chiude in ribasso, male le banche. Pesante Eni per stacco cedola. Positiva Fiat

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Piazza Affari chiude in ribasso peggiorando nel finale di seduta dopo il deludente dato sulla fiducia dei consumatori dell’Eurozona, scesa a settembre a -11,4 punti, e l’audizione di Mario Draghi al Parlamento Ue. Il numero uno della Bce ha dichiarato che la ripresa nell’area euro sta perdendo impulso e i rischi sono al ribasso. Draghi ha ribadito che l’inflazione resterà bassa nei prossimi mesi, mentre ha giudicato in linea con le attese le richieste delle banche nella prima asta Tltro. La debolezza sui mercati si era già intravista questa mattina a Tokyo dove il Nikkei, dopo la cavalcata fino ai massimi da quasi sette anni, ha tirato il freno in attesa dei dati sulla manifattura cinese di domani. Negativo anche l’andamento di Wall Street dopo il dato sulle vendite di case esistenti, che ad agosto sono scese dell’1,8% mentre il consensus era per un rialzo dell’1%. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto l’1,42% a 20.673 punti.

Vendite sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 3,85% a 11,98 euro, Montepaschi il 3,21% a 1,024 euro, Popolare dell’Emilia Romagna il 2,79% a 6,09 euro, Ubi Banca il 2,38% a 6,35 euro, Unicredit lo 0,63% a 6,26 euro, Intesa SanPaolo lo 0,33% a 2,41 euro. In controtendenza Popolare di Milano che ha mostrato un progresso dello 0,78% a 0,639 euro. Pesante Eni (-3,26% a 18,38 euro) che ha scontato lo stacco di un acconto sul dividendo pari a 0,56 euro, con data di pagamento fissata per il prossimo 25 settembre. Positiva Fiat (+0,70% a 7,835 euro) che in mattinata ha superato quota 8 euro, valore che rappresenta i massimi da inizio maggio. A sostenere il titolo del Lingotto è un report di Mediobanca: gli analisti di piazzetta Cuccia hanno alzato il giudizio sull’azione a outperform dal precedente neutral, portando il target price a 10,5 euro da 8,1 euro. Enel (-0,33% a 4,156 euro) ha perso slancio nel pomeriggio dopo una mattinata trascorsa in territorio positivo in scia alle voci secondo cui il colosso elettrico potrebbe pagare un ulteriore dividendo straordinario da Endesa prima di un eventuale piazzamento di azioni sul mercato, dopo quello da 8,2 miliardi di euro in scia allo scorporo del 60,62% di Enersis.

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