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Piazza Affari chiude in ribasso, male FCA e Saipem. Vola Luxottica

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Piazza Affari ha chiuso in ribasso dopo il colpo inflitto da Dbrs al rating sovrano dell’Italia venerdì scorso a mercati chiusi. L’agenzia di rating canadese ha ridotto lo standing creditizio del Belpaese a tripla B (alto) dal precedente A (basso). Una decisione che ha influenzato le contrattazioni del listino milanese, con ripercussioni che si sono avvertite soprattutto sui titoli finanziari. Sul valutario la sterlina resta la sorvegliata speciale dopo il forte movimento delle ultile ore: le prospettive di una “Hard Brexit” sono sempre più concrete in vista del discorso di domani del premier Theresa May. Senza il faro di Wall Street, oggi chiusa per festività, a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dell’1,17% a 19.287 punti.

Luxottica (+8,25% a 53,65 euro) è volata dopo l’annuncio della fusione con Essilor che farà nascere un colosso mondiale dell’eyewear. Sulla base dei risultati annuali del 2015, il nuovo gruppo avrebbe realizzato ricavi netti per oltre 15 miliardi di euro e un Ebitda pari a 3,5 miliardi. Nel medio termine, la nuova società prevede di generare sinergie di ricavi e costi per un ammontare tra 400 e 600 milioni di euro. La Delfin di Leonardo Del Vecchio avrà una partecipazione nel capitale di EssilorLuxottica tra il 31% e il 38%, diventando il primo azionista di una società che potrà vantare una capitalizzazione pari a circa 50 miliardi di euro. Hanno perso terreno le banche: Banco-Bpm ha ceduto il 2,52% a 2,71 euro, Intesa SanPaolo l’1,87% a 2,42 euro e Unicredit l’1,95% a 2,618 euro.

Male FCA (-4,19% a 8,80 euro) dopo che il Regno Unito ha incaricato l’unità di sorveglianza britannica di effettuare un test sulla Jeep Grand Cherokee, finita sottola lente dell’Agenzia protezione ambientale statunitense (EPA, Environmental Protection Agency). Vendite sostenute anche su Saipem (-4,39% a 0,49 euro), scesa sotto quota 0,50 euro per la prima volta dal 22 dicembre scorso. Nel weekend il broker Macquarie ha ridotto la valutazione sul titolo a underperform dal precedente neutral. Generali (-2,28% a 13,70 euro) ha sofferto sulla scia della bocciatura arrivata questa mattina dagli analisti di Deutsche Bank che hanno tagliato il giudizio sul titolo della compagnia assicurativa a sell dal precedente hold.