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Piazza Affari chiude in ribasso, male il comparto finanziario

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Piazza Affari ha chiuso in deciso ribasso dopo i deboli riscontri della manifattura nell’Eurozona e in Cina. Il Pmi di novembre della Zona Euro si è attestato a 50,1 punti, peggio delle previsioni, mentre quello tedesco si è portato sotto la soglia critica dei 50 punti. In Cina invece l’indice è sceso in novembre a 50,3 punti mentre le previsioni indicavano 50,5 punti. In Italia l’Istat ha confermato che il Pil è rimasto negativo anche nel terzo trimestre del 2014, il tredicesimo trimestre consecutivo senza crescita. Su base annua la contrazione è dello 0,5% rispetto al -0,4% indicato in precedenza, mentre la variazione acquisita per il 2014 è pari a -0,4%. Sul secondario lo spread Btp-Bund è sceso sotto quota 130 punti base, mentre il rendimento del decennale italiano è sceso per la prima volta sotto il 2%. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dell’1,64% a 19.686 punti.

Forti vendite sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 3,69% a 10,68 euro, Montepaschi il 2,31% a 0,634 euro, Popolare di Milano il 3,23% a 0,569 euro, Intesa SanPaolo il 3,14% a 2,40 euro, Ubi Banca il 2,75% a 6,01 euro, Unicredit il 2,35% a 5,805 euro. Tonfo di Azimut (-4,97% a 17,58 euro) che nel weekend ha raggiunto un accordo transattivo con il Fisco in base al quale dovrà sborsare un totale di 117,8 milioni di euro tra imposte e sanzioni e interessi di legge. Ancora in rosso i titoli del petrolio: Eni ha perso il 2,48% a 15,67 euro, mentre le controllata Saipem ha lasciato sul parterre il 2,25% a 11,25 euro. Telecom Italia (-2,09% a 0,887 euro) debole dopo che Altice ha fatto sapere di essere entrata in negoziazione esclusiva con Oi per l’acquisto di Portugal Telecom. Male Finmeccanica (-2,30% a 7,62 euro) con la cinese Insigma che pare essersi tirata indietro nella partita per il polo trasporti del colosso pubblico. Tra le poche note positive da segnalare FCA cha mostrato un progresso dell’1,69% a 10,20 euro.