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Piazza Affari chiude in ribasso, male banche e Mediaset. Acquisti su Parmalat e Luxottica

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La Borsa di Milano ha chiuso in ribasso nella seduta in cui è entrata in vigore la Tobin Tax. A pesare sull’umore degli investitori anche il nulla di fatto di ieri al Senato Usa che, con ogni probabilità, porterà alla mezzanotte di oggi i tagli automatici alla spesa pubblica americana, il cosiddetto “sequester”. Si tratta di tagli trasversali e generalizzati per 85 miliardi di dollari per il 2013 che raggiungono i 1.200 miliardi nell’arco del decennio. Contrastati i dati Usa nel pomeriggio: il reddito personale è sceso a gennaio del 3,6%, mancando le attese, mentre in febbraio la fiducia calcolata dall’Università del Michigan (77,6 punti) e l’Ism manifatturiero (54,2 punti) hanno superato le previsioni. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto l’1,30% a 15.713 punti.

Mediaset è scivolata sul fondo del paniere principale lasciando sul parterre il 7,42% a 1,572 euro. Male anche la galassia Agnelli: Fiat ha perso il 2,53% a 4 euro, Fiat Industrial è arretrata del 3,49% a 8,99 euro. Pesante Telecom Italia (-3,18% a 0,547 euro) dopo che sono state fissate le nuove tariffe all’ingrosso per le connessioni telefoniche in fibra ottica da parte dell’Autorità per le Comunicazioni valide per il 2012. In rosso il comparto bancario: Mediobanca ha ceduto il 3,09% a 4,514 euro, Banco Popolare il 3,25% a 1,25 euro, Popolare di Milano il 2,98% a 0,504 euro, Unicredit l’1,90% a 3,818 euro, Intesa SanPaolo lo 0,16% a 1,241 euro, Monte dei Paschi l’1,66% a 0,207 euro. Sul paniere principale ha svettato Parmalat che ha mostrato un balzo del 3% a 1,891 euro. Bene Luxottica (+2,02% a 36,28 euro) dopo un 2012 con utili in crescita e un fatturato da record.