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Piazza Affari chiude in ribasso, male banche e lusso. Positiva Prysmian

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Piazza Affari ha chiuso in ribasso una seduta appesantita dalle tensioni ad Hong Kong, che hanno spinto l’indice Hang Seng a -2%, e in Ucraina, dove nell’est del Paese gli scontri hanno causato la morte di nove soldati dell’esercito ucraino. A questo si aggiunge la crescente attesa negli Stati Uniti della prima stretta sui tassi da parte della Fed, che potrebbe arrivare già nella prima metà del 2015. Nell’Eurozona la fiducia dei consumatori di settembre è stata confermata a -11,4 punti, mentre cresce l’attesa per la lettura preliminare di settembre dell’inflazione in agenda domani. Nel frattempo a settembre l’inflazione in Germania si è attestata allo 0,8% su base annua, il valore più basso dal febbraio del 2010, mentre su base mensile la crescita dei prezzi è stata nulla. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dell’1,29% a 20.526 punti.

Le vendite hanno colpito i titoli del comparto bancario dopo la brillante performance di venerdì: Banco Popolare ha ceduto il 2,09% a 11,23 euro, Montepaschi il 2,51% a 1,006 euro, Popolare di Milano il 2,80% a 0,623 euro, Intesa SanPaolo l’1,97% a 2,38 euro, Mediobanca il 2,58% a 6,595 euro, Ubi Banca l’1,62% a 6,375 euro, Unicredit l’1,93% a 6,09 euro. Seduta negativa anche per il settore del lusso con Salvatore Ferragamo e Tod’s che hanno ceduto rispettivamente il 3,43% a 21,65 euro e il 2,42% a 78,50 euro. Telecom Italia, dopo un avvio promettente, ha virato in negativo arrivando a chiudere con una flessione del 2,25% a 0,909 euro. Finmeccanica ha azzerato i guadagni nel pomeriggio e ha chiuso con un ribasso dello 0,65% a 7,535 euro dopo le indiscrezioni del fine settimana riguardanti la cessione del polo trasporti (Ansaldo STS e Ansaldo Breda). Secondo i rumors per i trasporti del colosso pubblico in corsa sarebbero rimaste le cinesi Cnr-Insigma e la giapponese Hitachi, mentre Finmeccanica avrebbe scartato le offerte arrivate dalla spagnola Caf e dalla francese Thales. In controtendenza Prysmian (+0,34% a 14,38 euro) dopo aver confermato per l’intero 2014 le previsioni di un aumento della profittabilità nonostante il periodo ancora difficile per la domanda e i prezzi.