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Piazza Affari chiude in ribasso, male banche e Atlantia. Si salvano Saipem e Tenaris

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Piazza Affari ha chiuso in ribasso aumentando le perdite nel pomeriggio in scia all’andamento negativo di Wall Street e ad alcune incertezze emerse dalla Periferia europea. Il mercato, dopo i dati sull’occupazione statunitense pubblicati venerdì, scommette ormai sul rialzo dei tassi d’interesse da parte della Fed nella riunione di dicembre. I dati di venerdì hanno portato ad un rafforzamento del dollaro Usa e a una fase correttiva sul mercato obbligazionario. Nell’Eurozona l’Eurogruppo di oggi non sbloccherà la prima tranche da 2 miliardi di euro alla Grecia. “Tanto lavoro è stato fatto, ma importanti obiettivi devono essere ancora raggiunti”, ha dichiarato il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. Infine da segnalare il tonfo della Borsa portoghese in scia all’incertezza politica. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dell’1,87% a 22.107 punti.

Tonfo di Atlantia (-4,45% a 24,03 euro) dopo lo stop alla cessione di quote di minoranza di Aeroporti di Roma (AdR). “Atlantia comunica di aver deciso di non proseguire, per il momento, nelle interlocuzioni in corso con primari investitori internazionali, pur avendo già ricevuto la disponibilità di acquisto ad un prezzo pienamente in linea con le aspettative della società”, ha fatto sapere la società che controlla la rete autostradale italiana. Le vendite hanno colpito i titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 2,59% a 12,78 euro, Montepaschi il 3,19% a 1,578 euro, Ubi Banca il 2,81% a 6,56 euro, Unicredit l’1,93% a 5,835 euro. Gli acquisti hanno invece premiato il settore oil, in particolare Saipem e Tenaris che hanno guadagnato rispettivamente lo 0,89% a 8,44 euro e l’1,11% a 11,78 euro.

Tra gli energetici male invece Enel che ha lasciato sul parterre il 2,72% a 4,076 euro. FCA (-1,64% a 13,16 euro) sotto i riflettori con l’opzione General Motors che rimane sul tavolo. Sul fronte aggregazioni Sergio Marchionne ha dichiarato che è “tutto da valutare nel tempo. Ogni anno di ritardo costa al sistema 2 miliardi. Valutiamo e non escludiamo niente, neanche scalate ostili”. Il ceo di FCA ha confermato lo slittamento di alcuni mesi del lancio della nuova Alfa Giulia Quadrifoglio complici le ripercussioni del rallentamento del mercato cinese. Il buon andamento delle vendite del marchio Jeep dovrebbe invece portare a breve alla revisione al rialzo del target di vendite. Ancora debole Telecom Italia che ha chiuso la seduta con una flessione dell’1,37% a 1,149 euro.