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Piazza Affari chiude in ribasso, Ftse Mib sotto 18.000 punti. Male le banche

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Piazza Affari ha chiuso in ribasso dopo la brillante performance di ieri con gli investitori ormai proiettati alla riunione della Federal Reserve di domani, quando potrebbe dare il via libera all’inizio del tapering. Le alternative sono due: iniziare la graduale diminuzione degli acquisti di asset oppure rimandare la decisione nel 2014, quando alla guida della Fed arriverà Janet Yellen. Il mercato ha snobbato la fiducia degli investitori tedeschi balzata ai massimi dal 2006. L’indice Zew si è attestato a dicembre a 62 punti, livello più alto dall’aprile 2006, rispetto ai 54,6 punti rilevati nel mese precedente. Negli Stati Uniti l’inflazione a novembre si è attestata all’1,2%, lievemente sotto le attese degli analisti. Ma è l’incertezza legata alle decisioni della Fed a deprimere Wall Street, dove gli indici viaggiano tutti in territorio negativo. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha perso la soglia dei 18.000 punti, chiudendo con un ribasso dell’1,63% a 17.925 punti.

Telecom Italia ha ceduto l’1,15% a 0,688 euro dopo che Telco ha deciso di convocare il Cda per giovedì 19 dicembre per discutere in merito al voto da esprimere nell’assemblea di Telecom Italia del 20 dicembre e all’eventuale elenco di nominativi per la possibile integrazione dello stesso consiglio. In ribasso le banche: Unicredit ha ceduto il 2,28% a 5,15 euro, Intesa SanPaolo il 2,55% a 1,679 euro, Mediobanca l’1,80% a 5,985 euro, Banco Popolare il 2,19% a 1,339 euro, Montepaschi il 4,89% a 0,157 euro, Popolare di Milano l’1,83% a 0,413 euro. Le vendite hanno colpito i colossi dell’energia. Enel (-2,39% a 3,02 euro) ha snobbato la promozione giunta questa mattina da JP Morgan. Male anche Eni (-1,86% a 16,37 euro). Giù Finmeccanica (-1,93% a 5,09 euro) nonostante il governo norvegese ha confermato che firmerà un contratto con AgustaWestland, controllata di Finmeccanica, per l’acquisto di 16 elicotteri per la ricerca e il salvataggio. Il valore complessivo del contratto è pari a 6,25 miliardi di corone norvegesi (1,01 miliardi di dollari. In controtendenza Prysmian (+0,56% a 17,81 euro) che ha beneficiato del possibile arrivo della commessa sulla nuova linea di interconnessione Italia-Francia in scia alla firma di un memorandum of understanding firmato ieri da Terna. L’accordo ha un valore di circa 415 milioni di euro.