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Piazza Affari chiude in ribasso, Ftse Mib sotto 17.000 punti. Male CNH e STM

QUOTAZIONI Cnh Industrial
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Piazza Affari ha chiuso in ribasso con l’indice Ftse Mib che ha perso la soglia dei 17.000 punti, livello che in chiusura di seduta non veniva violato dallo scorso 18 ottobre. Dopo un avvio promettente, sostenuto dal Pmi manifatturiero cinese che ad ottobre è salito sui massimi da oltre due anni, il listino milanese ha prima azzerato i guadagni e poi aumentato le perdite in scia alla scarsa vena di Wall Street ad una settimana esatta dalle elezioni presidenziali. Un sondaggio elaborato da ABC/WP ha assegnato a Donald Trump un punto di vantaggio su Hillary Clinton nella corsa alla Casa Bianca. Il nervosismo non è stato cancellato dall’Ism manifatturiero di ottobre migliore delle attese. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto l’1,32% a 16.898 punti.

La maglia nera di giornata è stata CNH Industrial (-5,30% a 6,705 euro) all’indomani dei conti del terzo trimestre, chiuso con ricavi per 5,75 miliardi di dollari, in calo dell’1,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Questa mattina gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno confermato il giudizio reduce sul titolo CNH sottolineando come il punto debole restino le prospettive deboli per il business delle macchine agricole. Forti vendite anche su STM (-3,91% a 8,36 euro) dopo il rally delle ultime sedute innescato dalla pubblicazione dei conti del terzo trimestre, chiuso con un margine lordo pari al 35,8% e superiore alle attese che indicavano 35,6%. Il Ceo del gruppo dei semiconduttori, Bozotti, ha indicato una crescita del 15% degli ordini ad ottobre che supporta un forte quarto trimestre.

Ancora debole il comparto bancario con i riflettori puntati su Mps (+0,74% a 0,244 euro), con Corrado Passera che ha ritirato la sua proposta di risanamento della banca, e Unicredit (-1,77% a 2,22 euro), con Poste Italiane che avrebbe stretto un’alleanza con Aberdeen per conquistare Pioneer, il colosso del risparmio gestito controllato dalla banca milanese. Ha limitato i danni Telecom Italia (-0,13% a 0,789 euro) dopo i conti di Tim Partecipacoes. Nel terzo trimestre la controllata brasiliana del gruppo tlc ha registrato un utile netto pari a 184 milioni di real, in calo del 49% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno ma oltre le attese degli analisti che erano ferme a circa 105 milioni. Infine debole FCA (-1,05% a 6,60 euro) che ad ottobre ha registrato una contrazione del 10% delle vendite di auto negli Stati Uniti.