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Piazza Affari chiude in ribasso, Ftse Mib perde la soglia dei 22.000 punti. Tonica Telecom Italia

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Piazza Affari ha chiuso in ribasso con l’indice Ftse Mib che non è riuscito a tenere la soglia dei 22.000 punti, chiudendo comunque lontano dai minimi intraday toccati a 21.841 punti. Il tema ricorrente è ancora il possibile quantitative easing in salsa europea ventilato giovedì scorso da Mario Draghi, soprattutto dopo le indiscrezioni rilanciate dalla stampa tedesca secondo cui l’Eurotower avrebbe simulato gli effetti di un piano anti deflazione da mille miliardi di euro. E’ proseguito il debole andamento di Wall Street dopo i dati di venerdì sul mercato del lavoro statunitense che hanno evidenziato a marzo la creazione di 192 mila nuovi posti di lavoro nel settore non agricolo, in rialzo rispetto al mese precedente ma peggio delle attese degli analisti che indicavano 200 mila nuovi posti. Il tasso di disoccupazione è invece rimasto stabile al 6,7%. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,84% a 21.988 punti.

Finmeccanica (-1,78% a 7,14 euro) sotto i riflettori con l’Ad Alessandro Pansa che ha dichiarato che sulla vendita di Ansaldo STS sono in corso approfondimenti. Pirelli ha lasciato sul parterre il 2,03% a 11,55 euro in scia alla bocciatura di Ubs che ha tagliato il giudizio sul gruppo della Bicocca a neutral dal precedente buy. Nel comparto bancario le vendite hanno colpito Montepaschi (-2,25% a 0,277 euro), Intesa SanPaolo (-1,31% a 2,554 euro), Mediobanca (-1,73% a 8,235 euro), Ubi Banca (-1,39% a 7,415 euro) e Unicredit (-1,75% a 6,705 euro). In controtendenza il Banco Popolare, che ha guadagnato lo 0,06% a 15,21 euro, e Popolare di Milano, che ha mostrato un progresso dell’1,47% a 0,757 euro. Buzzi Unicem (-0,21% a 14 euro) non ha sfruttato la scia fornita dalla maxi fusione avvenuta nel comparto europeo del cemento tra Holcim e Lafarge. Tonica Telecom Italia (+1,70% a 0,893 euro) in scia alla conferma del fermento nel settore europeo delle telecomunicazioni. Questa mattina, dopo mesi di trattative, Vivendi ha ceduto Sfr a Numericable per 13,5 miliardi di euro in contanti più il 20% della newco che nascerà dalla fusione.

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