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Piazza Affari chiude in ribasso, Fiat in retromarcia. Bene Parmalat -1-

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La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in ribasso in scia al debole andamento di Wall Street. In Europa sono tornati i timori sulla Periferia, in particolare sul Portogallo. Secondo indiscrezioni di stampa lusitane, il prestito targato Ue-Fmi per Lisbona sarà di almeno 100 miliardi di euro, 20 miliardi in più di quanto previsto in precedenza. Sul fronte asiatico è sempre l’inflazione il problema numero uno. Questa mattina la Banca centrale indiana ha alzato i tassi d’interesse dello 0,5% al 7,25%. Un rialzo superiore alle attese degli analisti che avevano pronosticato un ritocco di 25 punti base. Si tratta del nono rialzo dal marzo 2010 e la misura è volta a contrastare le forti pressioni inflazionistiche, trascinate soprattutto dalla fiammata del prezzo del petrolio. Dagli States buone notizie dagli ordini all’industria, salito a marzo del 3% contro previsioni che indicavano +1,7%. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib ha ceduto lo 0,37% a 22.315 punti, mentre il Ftse All Share è arretrato dello 0,37% a quota 23.025.

Comparto bancario sotto i riflettori del mercato. Intesa SanPaolo ha guadagnato lo 0,27% a 2,228 euro, Ubi Banca lo 0,66% a 6,06 euro, Banco Popolare lo 0,60% a 2,018 euro. Invariata la Popolare di Milano a 2,30 euro. Unicredit ha lasciato sul parterre lo 0,23% a 1,726 euro nel giorno in cui l’amministratore delegato è tornato a ribadire che non esiste la necessità di ricapitalizzare di nuovo. Segno meno anche per Fiat Spa (-2,07% a 7,33 euro). Sul Lingotto hanno pesato i dati delle immatricolazioni. Nel mese di aprile il mercato dell’auto in Italia ha accusato una battuta d’arresto con il numero di immatricolazioni sceso al livello più basso dal 1995. Ad aprile le immatricolazioni di auto in Italia sono calate del 2,24%. Fiat ha fatto peggio accusando una flessione dell’8,4%. La quota di mercato del gruppo di Torino è peggiorata al 28,8% circa dal 30,8% dell’aprile 2010.