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Piazza Affari chiude in ribasso, è già attesa per la Fed. Male Telecom Italia

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Piazza Affari ha chiuso in ribasso in scia al deciso calo del mercato azionario cinese che ha pagato il deludente dato sulla produzione industriale di Pechino, cresciuta in agosto del 6,1% contro attese che indicavano +6,5%. Il premier Li Keqiang ha comunque confermato che il Paese riuscirà a raggiungere i target prefissati. L’attesa degli investitori è tutta rivolta alla riunione chiave della Fed: giovedì si saprà infatti se avverrà o meno il tanto discusso primo rialzo dei tassi negli Stati Uniti, fermi allo 0-0,25% dal dicembre 2008. L’economia americana ha mostrato chiari segnali di miglioramento ma questi potrebbero non bastare per un rialzo dei tassi visti i forti timori sulle prospettive di crescita della Cina e sulle possibili ripercussioni sui mercati emergenti. In attesa di questo appuntamento clou a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dello 0,95% a 21.553 punti.

Seduta difficile per Telecom Italia (-3,39% a 1,052 euro) reduce dai cali sostenuti di giovedì e venerdì scorso. Oggi Nomura ha provveduto al taglio di raccomandazione da neutral a reduce su Telecom Italia sottolineando come si tratti di un’azione a elevato beta che dovrebbe soffrire se gli investitori perderanno fiducia nelle prospettive del settore. Nomura rimane scettica circa la stabilizzazione dell’Ebitda domestico di Telecom nel 2016 e ha rivisto al ribasso le stime alla luce del deprezzamento del Real brasiliano. In rosso i titoli del comparto bancario: Montepaschi ha ceduto il 2,70% a 1,762 euro, Popolare dell’Emilia Romagna l’1,33% a 7,755 euro, Popolare di Milano il 2,54% a 0,938 euro, Intesa SanPaolo l’1,77% a 3,106 euro, Ubi Banca l’1,28% a 6,91 euro.

Male i titoli maggiormente legati alle sorti del petrolio, in particolare Saipem (-2,67% a 7,65 euro) e Tenaris (-1,70% a 10,95 euro). Finmeccanica (-0,40% a 12,42 euro) ha tirato il freno dopo il rally di venerdì innescato dalle indiscrezioni della firma di un protocollo d’intesa con il Kuwait per una commessa record di 7-8 miliardi di euro. Per la firma vera e propria del contratto, sempre secondo i rumors, bisognerà però attendere ancora qualche settimana. Prysmian (-0,70% a 19,69 euro) non ha sfruttato le parole dell’Ad Battista che in un’intervista radiofonica ha dichiarato che “Prysmian vuole fare acquisizioni, vuole comprare altre società attive nel business dei cavi. Occorre essere ancora più grandi, più profittevoli, questo significa generare cassa e con questa cassa fare acquisizioni nel proprio settore”.