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Piazza Affari chiude in ribasso dopo accordo su debito Usa, male Fiat

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Piazza Affari ha chiuso in ribasso una seduta all’insegna del “sell on news” complice la frenata delle banche e il calo di Fiat. L’indice Ftse Mib ha archiviato la giornata con un ribasso dello 0,40% a 19.198 punti. Nella notte è arrivata la notizia che tutti aspettavano: il Congresso Usa ha raggiunto l’accordo per l’innalzamento del tetto del debito. Accordo che, seppur temporaneamente, ha evitato uno schok sia sociale (pagamenti di pensioni e dipendenti pubblici) sia finanziario (pagamento degli interessi sui titoli pubblici). Oltre all’innalzamento del debito, è stata anche trovata l’intesa per far cessare lo “shutdown” che da circa due settimane paralizzava alcune attività federali. In Italia, mentre il premier Letta è in visita a Washington, il Tesoro ha annunciato una nuova emissione di Btp Italia che si terrà dal 5 all’8 novembre. Infine in Germania la Cdu e l’Spd hanno deciso di avviare le trattative per la formazione di un governo di grande coalizione.

A Piazza Affari Fiat è scivolata sul fondo del Ftse Mib con un ribasso del 2,28% a 5,995 euro. Secondo Equita, il terzo trimestre sarà penalizzato “dall’effetto traslazione cambi sfavorevole, in particolare in valuta brasiliana e statunitense che rappresentano le due aree geografiche più profittevoli, e dal ritardo nel lancio del nuovo Jeep Cherokee per un problema al software che gestisce il cambio”. Debole il comparto bancario che ha tirato il freno dopo i rialzi delle ultime sedute: Popolare di Milano ha ceduto lo 0,97% a 0,512 euro, Mediobanca lo 0,47% a 6,37 euro, Intesa SanPaolo lo 0,49% a 1,816 euro, Popolare dell’Emilia Romagna lo 0,64% a 6,935 euro. In controtendenza Ubi Banca, che ha mostrato un progresso dell’1,30% a 5 euro, e Unicredit, che è salita dello 0,63% a 5,605 euro. Dopo la debolezza delle ultime sedute Salvatore Ferragamo è rimbalzata con un più 2,20% a 25,13 euro, mentre Autogrill ha guadagnato il 2,38% a 6,655 euro dopo aver rafforzato la sua presenza nel Regno Unito. Telecom Italia (+0,49% a 0,725 euro) sotto i riflettori dopo che il Senato ha approvato la mozione sugli assetti societari del gruppo delle telecomunicazioni. La mozione impegna il Governo a modificare la legge sull’Offerta pubblica dì acquisto (Opa).