1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Indici e quotazioni ›› 

Piazza Affari chiude in ribasso, deboli i titoli delle banche

QUOTAZIONI Fiat Chrysler Automobiles
FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Piazza Affari ha chiuso in ribasso una giornata in cui si è alimentata l’attesa per le mosse della Bce che si riunisce giovedì. Nella zona euro l’inflazione a maggio si è attestata allo 0,5% contro lo 0,7% del mese precedente. Il dato dovrebbe dissipare ogni esitazione all’interno del Consiglio direttivo della Bce che, a detta degli analisti, dovrebbe come minimo tagliare i tassi d’interesse di 10 punti. In Italia la disoccupazione è rimasta stabile ad aprile ma ha toccato nuovi record nel primo trimestre del 2014. In particolare, il tasso di disoccupazione ad aprile è pari al 12,6%, invariato rispetto al mese precedente e in aumento di 0,6 punti percentuali nei dodici mesi. A Wall Street gli indici stanno tirando un po’ il freno dopo aver aggiornato ieri i massimi storici. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dello 0,64% a 21.656 punti.

Vendite sulle banche: Banco Popolare ha ceduto il 3,02% a 13,80 euro, Popolare di Milano l’1,91% a 0,666 euro, Intesa SanPaolo l’1,36% a 2,45 euro, Mediobanca l’1,68% a 7,285 euro, Ubi Banca l’1,42% a 6,91 euro, Unicredit lo 0,30% a 6,45 euro. In controtendenza il Montepaschi (+0,55% a 25,17 euro): secondo alcune indiscrezioni di stampa giovedì si riunirà il Consiglio di amministrazione della banca senese per fissare il prezzo dell’aumento di capitale da 5 miliardi di euro che dovrebbe poi partire lunedì 9 giugno per chiudersi poi per la metà di luglio. Male Campari (-1,83% a 6,16 euro) che ha pagato il downgrade da parte di Goldman. Seduta negativa anche per Mediaset che a fine seduta ha lasciato sul parterre il 3,01% a 3,542 euro. Fiat (-0,58% a 7,635 euro) sotto i riflettori con Chrysler che a maggio negli Stati Uniti ha venduto 194.421 vetture, il 17% in più rispetto alle 166.596 unità dello stesso periodo dell’anno scorso. Enel Green Power (+0,86% a 2,098 euro) ha festeggiato la mossa del presidente Usa, Barack Obama, in tema ambiente. L’inquilino della Casa Bianco, tramite un decreto, ha deciso che le centrali elettriche a carbone statunitensi dovranno ridurre l’emissione di gas inquinanti del 30% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005.