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Piazza Affari chiude in ribasso, deboli i titoli del Lingotto. Brilla Finmeccanica

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La Borsa di Milano ha chiuso in ribasso in scia alla debolezza di Wall Street, che paga il terzo giorno dello “shutdown” che sta paralizzando l’attività del governo federale dopo il mancato accordo sulla legge di bilancio. E ora si avvicina anche la data per trovare l’accordo sull’innalzamento del tetto del debito Usa. Sul listino milanese si è spento un po’ l’entusiasmo dopo la fiducia conquistata dal governo Letta in Parlamento. Secondo Moody’s le turbolenze dell’ultima settimana hanno messo in evidenza la fragilità dell’esecutivo e, sempre a detta dell’agenzia di rating, l’Italia non centrerà l’obiettivo di far rientrare il deficit sotto il 3% del Pil entro fine anno. Sul fronte macro negli Stati Uniti si è registrata una discesa più accentuata del previsto per l’indice Ism servizi, che a settembre si è attestato a 54,4 punti mentre le attese degli analisti indicavano 57,4 punti. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,44% a 18.018 punti.

Finmeccanica ha proseguito il rally con un rialzo del 2,97% a 5,20 euro mentre si prepara al Cda di domani che, secondo le agenzie di stampa, dovrebbe esaminare il dossier Ansaldo Energia. Telecom Italia (+1,66% a 0,644 euro) ha virato in territorio positivo dopo la notizia, riportata dalle agenzie e attesa dal mercato, che il presidente Franco Bernabè ha rassegnato le dimissioni durante la riunione del Consiglio di amministrazione del gruppo delle telecomunicazioni. Contrastato il comparto bancario: Popolare di Milano ha guadagnato il 3,89% a 0,461 euro, Ubi Banca l’1,18% a 4,13 euro, Banco Popolare lo 0,34% a 1,197 euro. Sono invece finite in negativo Intesa SanPaolo (-0,83% a 1,674 euro), Unicredit (-0,69% a 5,06 euro) e Mediobanca (-0,62% a 5,655 euro). Sul fondo del paniere principale è finita CNH Industrial (-3,13% a 9,295 euro) che intende procedere a una emissione obbligazionaria attraverso la società interamente controllata CNH Capital LLC. Male anche Fiat (-1,47% a 6,02 euro) con Fitch che ha valutato i vari scenari per al fine di valutarne il potenziale impatto sul rating del gruppo automobilistico torinese (BB- con outlook negativo). Il focus è su come il gruppo riuscirà a completare l’acquisto della restante quota di Chrysler in mano a Veba.