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Piazza Affari chiude in ribasso, deboli le banche. Corre Finmeccanica

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Piazza Affari ha chiuso in ribasso dopo l’inaspettata frenata della manifattura dell’Eurozona. L’indice Pmi manifatturiero di giugno si è attestato a 51,9 punti dai 53,4 punti del mese precedente, mentre gli analisti avevano previsto 52,2 punti. Discesa anche per il Pmi servizi dell’Eurozona che è passato dai 53,2 punti di maggio ai 52,8 punti nella prima lettura di giugno. Il listino milanese ha pagato anche lo stacco della cedola di alcune utilities, tra cui Enel. Sul fronte europeo da Berlino il portavoce di Angela Merkel ha fatto sapere che per il Cancelliere esiste un margine di flessibilità nell’applicazione del Patto di Stabilità, senza però dimenticare che le regole comunitarie vanno rispettate. Con lo spread in area 160 punti base, a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dell’1,14% a 21.737 punti.

Le vendite hanno colpito il comparto bancario: Popolare dell’Emilia Romagna ha ceduto il 2,54% a 6,505 euro nel primo giorno dell’aumento di capitale da 750 milioni di euro, Banco Popolare il 2,87% a 13,19 euro, Montepaschi l’1,19% a 2,158 euro, Intesa SanPaolo l’1,51% a 2,336 euro, Unicredit l’1,66% a 6,505 euro. Lo stacco cedola ha impattato sulla performance di Enel, che ha perso il 3,38% a 4,286 euro, Terna, che è arretrata del 4,56% a 3,926 euro, e di A2A, che ha lasciato sul parterre il 2,83% a 0,874 euro. Enel ha staccato un dividendo di 0,13 euro, A2A di 0,033 euro e Terna di 0,13 euro. Finmeccanica (+2,44% a 6,90 euro) ha continuato a correre. Sotto i riflettori, dopo il Cda di mercoledì, è tornata la possibile cessione di AnsaldoBreda. Positiva anche Eni che ha mostrato un progresso dello 0,20% a 19,99 euro. In rosso Mediaset (-2,35% a 3,402 euro) in attesa di conoscere la decisione della Lega Calcio sull’assegnazione dei diritti tv relativi alla Serie A 2015-2018.