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Piazza Affari chiude in ribasso, debole Fiat. Contrastate le banche

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La Borsa di Milano ha chiuso in ribasso in una giornata nella quale è riemerso il caso Grecia. Secondo indiscrezioni, la Troika avrebbe dato un ultimatum di tre giorni al governo ellenico: o vengono implementate le riforme oppure la nuova tranche di aiuti da 8 miliardi di euro potrebbe non arrivare. I ministri delle Finanze dell’Eurozona dovrebbero incontrarsi lunedì 8 luglio e discutere proprio della situazione di Atene. Il listino milanese non ha sfruttato l’andamento positivo di Wall Street in scia agli ordini di fabbrica Usa che a maggio hanno registrato un aumento del 2,1%, meglio delle attese che indicavano +2%. Gli investitori sembrano già proiettati agli importanti appuntamenti dei prossimi giorni: giovedì è il giorno di Mario Draghi e della riunione della Bce, mentre venerdì l’attenzione sarà rivolta ai dati sul mercato del lavoro Usa. Nell’attesa a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,61% a 15.365 punti.

Fiat ha perso il 2,10% a 5,36 euro dopo le immatricolazioni in Italia che a giugno hanno mostrato una flessione del 15,2% a 33.504 vetture, facendo peggio del mercato che ha riportato un calo del 5,52% annuo. Tra i peggiori di seduta da segnalare Finmeccanica, che ha ceduto il 2,96% a 3,74 euro, e Telecom Italia, che è arretrata dell’1,76% a 0,53 euro. Contrastato il comparto bancario: Popolare di Milano ha ceduto il 3,75% a 0,308 euro, Unicredit l’1,54% a euro, Intesa SanPaolo l’1,37% a 1,223 euro. Gli acquisti hanno invece premiato Ubi Banca, che ha guadagnato lo 0,51% a 2,778 euro, e Mediobanca, che è avanzata dello 0,29% a 4,22 euro. Saipem ha proseguito il rimbalzo. Il titolo della controllata di Eni, che ieri ha mostrato un balzo di circa 8 punti percentuali, oggi ha svettato sul paniere principale con un rialzo del 4,44% a 14,10 euro.