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Piazza Affari chiude in ribasso con banche e petroliferi, spunto di STM

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Piazza Affari ha chiuso in ribasso zavorrata dalla debole performance di banche e petroliferi. Sui mercati si respira l’attesa per le elezioni presidenziali americane, in programma martedì 8 novembre, con il focus sullo scandalo email legato a Hillary Clinton. Venerdì sera è emerso che l’Fbi sta indagando su nuove email legate alla candidata democratica per capire se contengono materiale top secret. Di conseguenza gli ultimissimi sondaggi hanno evidenziato la risalita di Donald Trump. Il petrolio ha invece pagato il nulla di fatto dell’ultimo vertice Opec che ha rimarcato ancora una volta le spaccature interne al cartello. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dell’1,15% a 17.125 punti.

Vendite sostenute sui titoli del comparto bancario con Mps che ha guidato i ribassi con un tonfo del 7,39% a 0,243 euro. Dai massimi dello scorso 25 ottobre il titolo della banca senese ha perso circa 40 punti percentuali. Oltre al Monte, i titoli peggiori del settore bancario sono stati Popolare di Milano (-3,04% a 0,417 euro), Mediobanca (-4,78% a 6,675 euro) e Unicredit (-3,83% a 2,26 euro). Le vendite sul petrolio si sono fatte sentire anche sul comparo oil di Piazza Affari. Ancora debole Eni (-2,22% a 13,21 euro) dopo la performance negativa di venerdì in scia ai conti del terzo trimestre, chiuso con una perdita di 562 milioni di euro. Questa mattina sono arrivati commenti contrastanti da parte delle case d’affari.

Sempre nel settore oil Tenaris ha perso il 2,28% a 12,88 euro pagando, oltre alla debolezza del comparto europeo, anche il downgrade arrivato dagli esperti di Banca Akros che hanno tagliato il giudizio sul titolo a neutral dal precedente accumulate citando le deboli prospettive del terzo trimestre. La maglia rosa è stata indossata da STM (+3,33% a 8,70 euro) che ha proseguito il trend rialzista iniziato la scorsa settimana dopo la pubblicazione dei conti del terzo trimestre, chiuso con un margine lordo pari al 35,8% e superiore alle attese che indicavano 35,6%. Il Ceo Bozotti ha inoltre indicato una crescita del 15% degli ordini ad ottobre che dovrebbe supporta un forte quarto trimestre.