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Piazza Affari chiude in ribasso, banche sotto pressione. Titoli Fiat a due velocità

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La Borsa di Milano ha chiuso in ribasso pagando la risalita dello spread e l’attesa per uno degli “election day” più in bilico della storia americana. Tra gli ultimi sondaggi regna l’incertezza: su scala nazionale la media dà Obama in vantaggio 47,7% contro il 47,3% dello sfidante repubblicano Romney. L’unica certezza è che tutti gli occhi del mondo sono puntati verso gli Stati Uniti. In una giornata priva di spunti macro significativi, l’indice Ftse Mib ha toccato i minimi intraday (a 15.467 punti) dopo l’uscita dell’indice Ism composto non manifatturiero Usa, che ad ottobre si è attestato a 54,2 punti. Gli analisti avevano pronosticato 54,5 punti. Per l’Italia le stime diffuse oggi dall’Istat vedono quest’anno il Pil contrarsi del 2,3% quest’anno, mentre per il 2013 è prevista una contrazione dello 0,5%. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto l’1,43% a 15.544 punti.

La risalita dello spread ha impattato negativamente sul comparto bancario: Popolare di Milano ha ceduto il 2,75% a 0,417 euro, Banco Popolare il 3,12% a 1,213 euro( sull’istituto scaligero ha pesato anche la bocciatura di Banca Akros a hold da accumulate), Ubi Banca il 2,23% a 2,988 euro, Mediobanca l’1,93% a 4,582 euro, Intesa SanPaolo il 2,13% a 1,238 euro, Monte dei Paschi l’1,72% a 0,216 euro, Unicredit lo 0,85% a 3,492 euro. Enel ha perso il 2,04% a 2,884 euro anche se Affari & Finanza di Repubblica ha offerto indicazioni positive sul colosso energetico. A due velocità i titoli del Lingotto: Fiat ha ceduto l’1,56% a 3,652 euro, mentre Fiat Industrial ha svettato con un rialzo dello 0,98% a 8,27 euro. La casa auto ha pagato i dati sulle immatricolazioni italiane di ottobre e la bocciatura di Goldman Sachs. Dopo una mattinata in territorio positivo Mediaset ha virato al ribasso arrivando a perdere l’1,82% a 1,345 euro.