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Piazza Affari chiude in ribasso, banche deboli. Scatto di Poste Italiane

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Piazza Affari ha chiuso in ribasso la prima seduta di una settimana che sarà caratterizzata da due eventi importanti: la riunione della Bce e i dati sul mercato del lavoro statunitense. Il listino milanese ha tirato il freno dopo i forti rialzi della scorsa settimana con il focus degli investitori che si sposta sulle Banche centrali: giovedì gli operatori seguiranno con attenzione le parole di Mario Draghi, mentre mercoledì prossimo il mercato dà ormai per scontato il rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. Nell’attesa a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dell’1,09% a 19.449 punti.

Seduta negativa per i principali titoli del settore bancario: Banco BPM ha ceduto il 4,15% a 2,402 euro, Popolare dell’Emilia Romagna il 2,72% a 4,572 euro, Intesa SanPaolo lo 0,60% a 2,322 euro, Unicredit il 2,50% a 13,65 euro e Ubi Banca lo 0,67% a 3,258 euro. Grande protagonista Poste Italiane (+4,61% a 6,35 euro) sulla scia delle ipotesi di un extra dividendo da 1 miliardo di euro. Secondo la stampa nazionale, al vaglio del Tesoro ci sarebbero diverse ipotesi per quanto riguarda la seconda tranche di privatizzazione di Poste Italiane. Una in particolare starebbe favorendo gli acquisti odierni a Piazza Affari, ovvero l’acquisizione del 29,7% da parte di Cassa Depositi e Prestiti che sarebbe finanziata in parte con un dividendo extra da 1 miliardo di euro pagato da Poste Italiane.

L’accordo fra General Motors e PSA per l’acquisizione di Opel non ha scaldato FCA (-0,95% a 10,39 euro), nonostante un promettente avvio di giornata. Per gli analisti “si apre la strada a nuove operazioni che potrebbero cambiare il panorama automobilistico europeo. Come la possibile fusione tra FCa e GM, che torna a essere fattibile in quanto senza gli asset europei non ci sono più sovrapposizioni di business tra FCA e General Motors”. Brembo (-1,44% a 64,85 euro) sotto i riflettori: nonostante i buoni risultati del 2016 e il massimo storico a Piazza Affari toccato venerdì a 66,60 euro, oggi sono scattate le prese di beneficio sull’azione.