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Piazza Affari chiude in rialzo, vola Saipem. Male FCA dopo i conti

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Piazza Affari ha chiuso in rialzo con la stagione delle trimestrali che è entrato nel vivo. A brillare sul paniere principale è stata Saipem dopo l’approvazione del maxi riassetto, mentre le vendite hanno colpito FCA dopo i conti. Gli investitori attendono questa l’esito della riunione della Federal Reserve, in particolare il mercato cercherà di carpire qualche indizio sulle prossime di politica monetaria della Banca centrale Usa, in primis sul rialzo del tassi d’interesse. Anche in Giappone l’attesa è per l’annuncio di nuovi stimoli monetari da parte della Bank of Japan. In Italia la fiducia dei consumatori è balzata ai massimi dal 2002 attestandosi a 116,9 punti, ma a fare notizie è stata soprattutto l’asta del Tesoro. Per la prima volta i rendimenti dei Bot a 6 mesi sono infatti scivolati in negativo. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo dell’1,41% a 22.686 punti.

Saipem è volata con un balzo del 10,88% a 8,86 euro dopo aver annunciato il maxi riassetto. Eni ha ceduto il 12,5% di Saipem al Fondo Strategico Italiano (FSI), una mossa che permetterà al colosso petrolifero di deconsolidare il debito di Saipem, che a fine settembre si è attestato a 5,73 miliardi di euro. In questa direzione Saipem procederà al rifinanziamento del debito attraverso nuove linee di credito con un pool di banche per 3,2 miliardi di euro. Oltre al rifinanziamento del debito, il nuovo piano strategico approvato dal Cda di Saipem include un aumento di capitale da 3,5 miliardi di euro da completare nel primo trimestre del 2016. Gli acquisti hanno premiato anche Eni che ha chiuso con un progresso del 2,14% a 15,21 euro. Bene il comparto bancario: Montepaschi ha guadagnato il 4,26% a 1,737 euro, Popolare di Milano il 2,56% a 0,879 euro, Intesa SanPaolo l’1,61% a 3,272 euro, Unicredit l’1,17% a 6,03 euro.

Male FCA (-2,17% a 13,49 euro) dopo i conti del terzo trimestre archiviato con ricavi in aumento di 3,9 miliardi a 27,5 miliardi di euro. L’utile operativo adjusted risulta di 1,3 miliardi di euro, in crescita del 35% rispetto ai 968 milioni di euro del terzo trimestre 2014, con l’area NAFTA che ha più che raddoppiato il risultato e quella America Latina che torna in positivo. L’utile netto adjusted è stato pari a 303 milioni di euro, a fronte dei 230 milioni di euro del terzo trimestre 2014. Tra i migliori sul Ftse Mib da segnalare Telecom Italia (+2,29% a 1,161 euro), mentre Snam (+0,94% a 4,71 euro) ha festeggiato i conti del terzo trimestre chiuso con un utile sostanzialmente stabile a 300 milioni di euro e ricavi in aumento del 5% a 911 milioni. Ancora debole Poste Italiane che ha terminato la seconda seduta a Piazza Affari con un calo dello 0,30% a 6,68 euro.