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Piazza Affari chiude in rialzo, vola Mediaset. Continua la corsa delle banche

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La Borsa di Milano ha chiuso ancora in rialzo con l’indice Ftse Mib che si è confermato sui massimi da inizio agosto 2011, cioè la vigilia della crisi dello spread. E proprio lo spread oggi ha toccato un minimo sotto quota 260 punti base, mentre il rendimento del bond decennale italiano si trova su livelli che non si vedevano da novembre 2010. Rispettando le attese della vigilia, la Banca centrale europea ha mantenuto i tassi d’interesse invariati al livello dello 0,75%. Secondo Draghi la debolezza economica vista nel 2012 continuerà anche nel corso del 2013 ma una graduale ripresa della attività economica dovrebbe materializzarsi entro la fine dell’anno. La politica accomodante portata avanti dalla Bce non verrà modificata e continuerà a sostenere la crescita. A favorire il trend positivo di oggi il dato sulle esportazioni cinesi di dicembre, salite del 14,1% contro le attese che indicavano +5%. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,72% a 17.451 punti.

Gli acquisti hanno premiato ancora i titoli del comparto bancario: Mediobanca ha guadagnato il 2,19% a 5,375 euro, Banco Popolare l’1,88% a 1,528 euro, Intesa SanPaolo il 2,78% a 1,478 euro, Ubi Banca l’1,04% a 3,876 euro, Popolare di Milano l’1,08% a 0,513 euro, Monte dei Paschi lo 0,99% a 0,295 euro, Unicredit lo 0,90% a 4,278 euro. Mediaset è volata in testa al Ftse Mib con un balzo del 7,15% a 1,902 euro, mettendo a segno la settima seduta consecutiva di rialzi. Ancora ben comprata anche Finmeccanica (+3,72% a 5,045 euro). A spingere il titolo sono le notizie dal fronte Ansaldo Energia.
Fiat (invariata a 4,04 euro) è tornata sotto i riflettori. Veba, il fondo del sindacato auto Usa, ha chiesto ufficialmente la registrazione alla Sec del 16,6% di Chrysler, un passo necessario per poter procedere alla quotazione. Diasorin ha indossato la maglia nera con un tonfo del 6,37% a 28,50 euro in scia al downgrade di Intermonte. Male anche Atlantia (-3,61% a 13,34 euro) in scia al downgrade di Morgan Stanley che ha tagliato la raccomandazione sul gruppo della famiglia Benetton a underweight dal precedente overweight.