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Piazza Affari chiude in rialzo l’ultima seduta prima del weekend elettorale

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La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in rialzo accelerando in mattinata dopo l’Ifo tedesco che a febbraio si è attestato a 107,4 punti, in rialzo dai 104,2 punti precedenti e meglio dei 104,8 punti attesi. La Commissione Europea ha rivisto al ribasso le stime di crescita sull’Italia: il Pil nel 2013 è atteso ora in calo dell’1% rispetto al -0,3% previsto in novembre. La Ue si aspetta una ripresa nel 2014 quando il Pil dovrebbe crescere dello 0,8%. Il pareggio di bilancio strutturale per il Belpaese è atteso nel 2013, mentre la disoccupazione arriverà all’11,6% quest’anno per poi salire al 12% nel 2014. Questa mattina la seconda lettura del Pil tedesco del quarto trimestre ha confermato il calo dello 0,6%, mentre le esportazioni sono scese del 2% rispetto al trimestre precedente. Nel fine settimana tutti i riflettori saranno rivolti verso le elezioni italiane, con i seggi che chiuderanno lunedì alle 15:00. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha guadagnato l’1,40% a 16.233 punti.

Tenaris ha svettato sul paniere principale con un balzo del 3,84% a 15,70 euro nonostante la presentazione di risultati 2012 in chiaro scuro. Il gruppo ha archiviato il quarto trimestre con un utile netto in calo del 18% a 350,3 milioni di dollari, mentre sull’intero anno i profitti hanno mostrato un progresso del 9% a 10,83 miliardi di dollari. Bene il comparto finanziario: Ubi Banca ha guadagnato il 3,06% a 3,568 euro, Intesa SanPaolo l’1,89% a 1,345 euro, Banco Popolare l’1,53% a 1,392 euro, Unicredit l’1,38% a 4,104 euro. Il Monte dei Paschi ha mostrato un progresso del 2,07% a 0,226 euro dopo il via libera del Tar del Lazio e della Corte dei Conti alla sottoscrizione dei Monti Bond. Tonica Generali (+2,01% a 12,71 euro) che ha chiuso il 2012 con risultati di produzione in crescita. Le vendite hanno colpito Finmeccanica che ha perso il 4,06% a 3,828 all’indomani del primo Cda presieduto dal neo Ad Alessandro Pansa. Tra i peggiori ancora Mediaset (-2,88% a 1,684 euro), mentre Telecom Italia (+1,37% a 0,591 euro) ha rialzato la testa rimanendo però sotto quota 0,60 euro (minimi dal 1997).