Piazza Affari chiude in rialzo, tonica Unicredit alla vigilia del piano industriale

Inviato da Alberto Bolis il Lun, 10/03/2014 - 17:40
Quotazione: A2A
Quotazione: UNICREDIT GROUP
Quotazione: MEDIASET
Quotazione: WORLD DUTY FREE
Piazza Affari ha chiuso in rialzo diminuendo però i guadagni in scia al debole andamento di Wall Street. L'indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,58% a 20.753 punti e in mattinata aveva toccato un massimo intraday a 20.847 punti. A deprimere l'umore degli investitori, specialmente a New York e Tokyo, i deludenti dati sull'export cinese di febbraio che hanno causato un deficit della bilancia commerciale di Pechino. I timori di un rallentamento della Cina si aggiungono quindi alle incertezze sulla crisi in Ucraina. In Italia, in attesa mercoledì della presentazione del Jobs Act del premier Renzi, la produzione industriale di gennaio è aumentata dell'1% su base mensile, il top dall'agosto del 2011. Gli esperti di Bloomberg si aspettavano una crescita dello 0,5%. Nella media del trimestre novembre-gennaio la produzione industriale è salita dello 0,7 per cento.

In evidenza A2A che ha mostrato un progresso del 3,41% a 0,999 euro dopo che il Comune di Milano ha reso noto di aver prorogato al 14 aprile la scadenza per la presentazione delle candidature per il Cda e il Collegio Sindacale della multiutility lombarda. Bene anche WDF (+1,34% a 10,60 euro) che ha chiuso il 2013 con un utile netto pari a 105,8 milioni di euro, in crescita rispetto ai 100,7 milioni registrati nel 2012. Nel comparto bancario i riflettori sono rimasti puntati su Unicredit, che ha guadagnato il 2,98% a 6,04 euro, alla vigilia dei conti e della presentazione del nuovo piano industriale. Gli acquisti hanno premiato anche Banco Popolare (+2,16% a 17,52 euro), Montepaschi (+1,13% a 0,215 euro) e Intesa SanPaolo (+0,35% a 2,284 euro), mentre Ubi Banca ha ceduto lo 0,31% a 6,405 euro. Cresce l'attesa per i conti di Generali (+0,19% a 16,19 euro) che verranno presentati mercoledì 12 marzo dall'Ad Mario Greco. Mediaset (-1,24% a 4,154 euro) debole dopo le indiscrezioni riportate da Il Sole 24 Ore secondo cui il gruppo di Cologno Monzese avrebbe intavolato delle discussioni con Telefonica per rilevare il 56% di Digital+ da Prisa (dove Mediaset e Telefonica sono soci di minoranza con il 22% a testa).
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airone44 scrive...
giocar46 scrive...
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