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Piazza Affari chiude in rialzo, tonica Enel. Male Azimut e banche popolari

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Piazza Affari ha chiuso in rialzo aumentando i guadagni nel finale di seduta in scia al nuovo record dell’indice S&P 500 a Wall Street. La mattinata era stata nervosa in scia al settembre nero della produzione industriale italiana, scesa dello 0,9% su base mensile e del 2,9% annuo, e delle stime di Moody’s, che per il 2015 vedono il Pil tricolore tra +0,5% e -0,5%. Nel suo “Global Macro Outlook” l’agenzia Usa ha inoltre fatto sapere di non aspettarsi una significativa crescita del Pil mondiale nei prossimi due anni. Sullo sfondo resta la discussione sul rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve dopo che ad ottobre la disoccupazione negli Stati Uniti è scesa al 5,8%. In Cina da segnalare l’inflazione che si conferma ai minimi da cinque anni. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo dello 0,85% a 19.258 punti.

Tra le banche le vendite hanno prevalso sulle popolari: Banco Popolare ha ceduto il 3,07% a 10,41 euro, Popolare dell’Emilia Romagna l’1,62% a 5,46 euro, Popolare di Milano l’1,80% a 0,544 euro, Ubi Banca l’1,57% a 5,63 euro. Positivi invece i titoli delle due principali banche del Paese ala vigilia dei conti: Intesa SanPaolo ha guadagnato l’1,53% a 2,244 euro, mentre Unicredit ha mostrato un progresso dell’1,72% a 5,595 euro. Tonfo di Azimut (-5,30% a 17,30 euro) che ha risentito ancora dei conti trimestrali diffusi giovedì insieme al nuovo piano industriale. Brillante Enel (+2,40% a 3,916 euro) in scia alle parole dell’Ad Francesco Starace che ha fatto sapere che il collocamento del 17% di Endesa è iniziato molto bene. Starace ha inoltre dichiarato che il colosso elettrico ha ricevuto tre offerte per gli asset in Slovacchia. Sotto i riflettori la galassia Eni: il titolo del colosso petrolifero ha guadagnato l’1,03% a 16,58 euro, mentre Saipem ha mostrato un ribasso dello 0,70% a 12,63 euro. Positiva Atlantia (+1,36% a 18,67 euro) dopo aver chiuso i primi nove mesi del 2014 con ricavi in crescita del 26% a 3,97 miliardi di euro. Debole Telecom Italia (-0,98% a 0,856 euro) che, a detta de Il Sole 24 Ore, starebbe preparando un Cda straordinario sul dossier Brasile nella settimana che parte da lunedì 17 novembre.