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Piazza Affari chiude in rialzo: tonfo di Telecom Italia, brillante la galassia Agnelli

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La Borsa di Milano chiude in positivo una seduta orfana di Wall Street, rimasta chiusa per celebrare il Martin Luther King Day, e in attesa di notizie dalla riunione dell’Eurogruppo. I ministri della Finanze europei si riuniscono a Bruxelles per discutere sul meccanismo di ricapitalizzazione delle banche attraverso il fondo Esm, sul caso Cipro e sulla Grecia. Infine, l’Eurogruppo è chiamato a scegliere il successore di Jean Claude Juncker alla presidenza. Secondo le ultime indiscrezioni, il ministro delle Finanze olandese Jeoren Dijsselbloem è il candidato favorito. Stabile lo spread Btp-Bund rimasto in area 260 punti base. Sotto i riflettori il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama che con una cerimonia a Capitol Hill darà il via al suo secondo mandato alla guida degli Usa. E così a Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato gli scambi in progresso dello 0,44% a 17.631,99 punti mentre il Ftse All Share si è attestato a 18.622,54 punti in rialzo dello 0,45%.

Dopo il rally delle ultime settimane, Mediaset oggi ha indossato per lungo tempo la maglia nera del listino meneghino, per poi riprendersi parzialmente e chiudere in ribasso dello 0,69% a 2,004 euro. A pesare sul titolo della società di Cologno Monzese il downgrade giunto questa mattina da Deutsche Bank. Maglia nera a Telecom Italia (-2,68% a 0,744 euro), nonostante l’ottimismo espresso dagli analisti di Equita. La Sim milanese ha aumentato il prezzo obiettivo del 5% a 0,87 euro (giudizio confermato hold) “principalmente per il beneficio dei ridotti tassi di interesse”. Misto il comparto bancario. In rialzo dell’1,46% a 4,018 euro Ubi Banca, dell’1,46% a 1,527 euro Banco Popolare, dell’1,40% a 4,482 euro Unicredit, dello 0,29% a 0,514 euro Popolare di Milano e dello 0,47% a 5,39 euro Mediobanca. Giù Intesa Sanpaolo (-0,07% a 1,506 euro), Monte dei Paschi (-0,41% a 0,2942 euro) e Bper (-0,58% a 5,975 euro). Brillante la Galassia Agnelli con Fiat e Fiat Industrial che hanno svettato sul paniere principale con un rialzo rispettivamente del 3,92% a 4,724 euro e del 3,75% a 9,28 euro. Bene anche la holding Exor su dell’1,70% a 20,94 euro. Poco mossa Eni (+0,10% a 19,31 euro). Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il Cane a sei zampe starebbe incontrando delle difficoltà nella rinegoziazione dei contratti take or pay con la Norvegia e l’Olanda.