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Piazza Affari chiude in rialzo, ruggito di Telecom Italia

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Piazza Affari è riuscita a strappare il segno più chiudendo con un progresso dello 0,37% a quota 22.397 punti. In assenza della bussola di Wall Street, che oggi è rimasta chiusa per la festa del Ringraziamento, il mercato ha ragionato su quanto emerso dalle minute della Fed, dalle quali è emersa la preoccupazione di alcuni membri per il rischio che sui mercati si possano manifestare “squilibri finanziari”.
In Europa intanto nuova tornata di forti indicazioni dagli indici Pmi, con quello manifatturiero dell’area euro balzato a 60 punti, sui massimi dal 2000.

Giornata da incorniciare per Telecom Italia che ha chiuso con un balzo del 4,48% a quota 0,7225 euro. A dare sprint al titolo sono le ultime indiscrezioni che vedono l’avvio di un’analisi approfondita da parte della società circa i pro e i contro dello scorporo della rete. Il dossier sulla rete, stando a quanto riportato da “La Stampa”, potrebbe approdare al Consiglio di amministrazione della tlc italiana già il prossimo 5 dicembre.
In evidenza anche oggi Enel (+1,5%) sull’onda lunga della presentazione del nuovo piano al 2020.
Fari accesi ancora su Banca Carige (-4,42% il titolo e -44% i diritti) su cui il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha voluto rassicurare, rimarcando come l’istituto ligure abbia concluso un accordo per un aumento di capitale con un’operazione pienamente di mercato. “Non è un focolaio di crisi, ma una coda”, ha detto Padoan. Segno meno anche per Mps (-0,45%) dopo che il Tesoro ha presentato la sua lista di candidati alla guida della banca in vista dell’assemblea del 18 dicembre per il rinnovo del Cda, confermando i vertici attuali.
Scatto in avanti anche oggi per il titolo Creval (+3,46%) spinto anche dalle parole del direttore generale della banca, Mauro Selvetti, fiducioso sul fatto che l’aumento da 700 mln di euro avrà successo e permetterà alla banca di presentarsi in posizione di forza all’apuntamento “ineluttabile” con l’M&A.
Oggi si segnala infine il debutto positivo di Equita (+2,41%) sull’Aim Italia con rialzi che nel corso della giornata hanno anche superato il 10% rispetto al prezzo dell’Ipo che era stato fissato a 2,90 euro, nella parte alta della forchetta iniziale che era compresa tra 2,40 e 3,1 euro. Il ricavato complessivo derivante dal collocamento è stato pari a 45,2 milioni.