Piazza Affari chiude in rialzo, rimbalza il Montepaschi. Deboli Parmalat e Fiat

Inviato da Alberto Bolis il Lun, 09/12/2013 - 17:40
Quotazione: SAIPEM
Quotazione: PARMALAT
Quotazione: FCA CHRYSLER
Piazza Affari ha chiuso in rialzo con l'indice Ftse Mib che ha guadagnato lo 0,89% a 18.285 punti in scia all'andamento positivo di Wall Street. La mattinata era partita con la buona perfomance delle piazze asiatiche dopo il dato sull'inflazione cinese, che a novembre è salita del 3% meno del 3,1% stimato dagli analisti. Sostanzialmente snobbato l'inatteso calo della produzione industriale tedesca (-1,2% in ottobre), ma il ministero dell'Economia di Berlino ha fatto sapere che la debole partenza del quarto trimestre verrà superata nei prossimi mesi. Il tema chiave sui mercati rimane la tempistica della Federal Reserve sul tapering alla luce degli ultimi dati sul mercato del lavoro Usa. In novembre sono infatti stati creati 203 mila nuovi posti di lavoro e la disoccupazione è scesa al 7%.

Rimbalzo del Montepaschi (+4,91% a 0,171 euro) dopo i forti ribassi registrati nelle scorse sedute. La Fondazione Mps darà il suo assenso all'aumento di capitale da 3 miliardi di euro della banca senese in occasione dell'assemblea del 27-28 dicembre, a patto però che l'operazione non parta prima del 12 maggio. Bene anche gli altri titoli bancari: Ubi Banca ha guadagnato il 2,43% a 4,804 euro, Popolare di Milano l'1,26% a 0,424 euro, Banco Popolare il 2,14% a 1,387 euro, Mediobanca lo 0,91% a 6,115 euro, Unicredit l'1,17% a 5,205 euro, Intesa SanPaolo lo 0,47% a 1,70 euro. Saipem (+3,54% a 16,40 euro) ha snobbato i possibili rallentamenti che potrebbero verificarsi per il South Stream. Tra i peggiori di seduta da segnalare le performance di STM (-1% a 5,465 euro) e Parmalat (-1,12% a 2,466 euro). Quest'ultima ha pagato il taglio della guidance sull'Ebitda per il 2013 che dovrebbe mostrare una crescita del 3% contro il +5% indicato in precedenza. Fiat (-0,37% a 5,415 euro) sotto i riflettori dopo che Bloomberg ha riportato che il Lingotto avrebbe intenzione di investire 9 miliardi di euro in nuovi modelli per porre fine alle perdite in Europa in tre anni.
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