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Piazza Affari chiude in rialzo, rimbalza il comparto bancario. Ancora acquisti su Fiat -1-

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La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in rialzo accelerando sul finale di seduta grazie alla ritrovata vena del comparto bancario. Positivo per il listino meneghino anche la risalita di Wall Street nonostante la pubblicazione del deludente dato relativo agli ordini di beni durevoli statunitensi, che ad aprile hanno mostrato una flessione del 3,6%. Gli analisti avevano pronosticato un calo di 2 punti percentuali. Oggi il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, ha dichiarato che la crescita dei prezzi potrebbe mettere in pericolo la ripresa globale. A dar man forte ai mercati anche Fitch, che ha dichiarato che l’esposizione delle banche tedesche alla Grecia è gestibile, aggiungendo che attualmente non prevede nessun movimento sul rating degli istituti tedeschi come riflesso della loro esposizione verso il debito ellenico. L’agenzia di valutazione vede un potenziale rischio di contagio qualora vi fosse una ristrutturazione del debito di Atene. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib ha guadagnato l’1,13% a 20.815 punti, mentre il Ftse All Share è avanzato dell’1,03% a quota 21.586.

Rimbalzo del comparto bancario, che per una giornata sembra aver dimenticato la debolezza degli ultimi mesi: Intesa SanPaolo ha guadagnato il 5,07% a 1,76 euro, Ubi Banca il 4,04% a 5,41 euro, Banco Popolare il 2,50% a 1,844 euro, Unicredit il 2,69% a 1,568 euro, Monte dei Paschi l’1,76% a 0,866 euro. Bene anche Popolare di Milano (+3,91% a 1,94 euro) che non guarda la Consob, che ieri ha multato per 377 mila euro i vertici di piazza Meda (il direttore generale Enzo Chiesa, il suo predecessore Fiorenzo Dalu e il responsabile della compliance Ivano Venturini) in quanto sono state riscontrate gravi irregolarità nel collocamento del convertibile 2009-2013. Fiat Spa (+3,26% a 7,12 euro) brillante in Borsa. Dopo aver rimborsato 7,5 miliardi di dollari ai Governi statunitense e canadese, il Lingotto ha formalizzato l’acquisizione di un altro 16% di Chrysler per 1,26 miliardi di dollari, con cui è salito al 46% del capitale del gruppo di Detroit. Grazie al rifinanziamento del debito con i privati, Chrysler risparmierà all’anno circa 350 milioni di dollari sugli interessi.

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