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Piazza Affari chiude in rialzo, positive le banche. Tonica Mediaset

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Piazza Affari ha chiuso in rialzo recuperando solo parzialmente le perdite di venerdì scorso, quando sui listini azionari erano tornati con prepotenza i timori sulla crisi in Ucraina. Il Tesoro italiano ha collocato oggi 7 miliardi di euro di Bot a 6 mesi con scadenza 31 ottobre 2014. Il rendimento medio di assegnazione è stato pari allo 0,594%, in aumento rispetto allo 0,504% dell’asta di Bot semestrali tenuta a fine marzo e in ulteriore allontanamento dai minimi storici segnati nell’asta di febbraio (0,455%). Si tratta del livello più alto dal dicembre 2013. Piazza Affari ha beneficiato del dato sulla fiducia dei consumatori in Italia balzato ad aprile a 105,4 punti dai precedenti 101,9 punti, toccando i massimi da gennaio 2010. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,34% a 21.513 punti.

Positivi i titoli del comparto bancario: Popolare dell’Emilia Romagna ha guadagnato lo 0,18% a 8,27 euro, Popolare di Milano l’1,18% a 0,685 euro, Intesa SanPaolo lo 0,49% a 2,416 euro, Ubi Banca l’1,96% a 6,74 euro, Unicredit lo 0,31% a 6,445 euro. Sotto i riflettori il Montepaschi (+0,08% a 0,247 euro) con l’assemblea dei soci che, inizialmente in programma per questa mattina per l’approvazione del bilancio 2013, è stata rinviata a domani per il mancato raggiungimento del quorum del 50,01% del capitale. Tra le storie di giornata da segnalare Mediaset, che ha mostrato un progresso dell’1,42% a 3,834 euro, in attesa degli sviluppi in merito alle indiscrezioni sul business della pay tv in Italia e Spagna. Saipem è avanzata dello 0,10% a 19,52 euro snobbando la bocciatura arrivata questa mattina da Hsbc, che ha tagliato il giudizio sulla società a neutral dal precedente overweight. In controtendenza la controllante Eni che ha archiviato la seduta con un -0,54% a 18,32 euro. Bene Fiat (+0,29% a 18,32 euro) in scia in scia ad alcune indiscrezioni su Alfa Romeo. Sergio Marchionne, Ad di Fiat-Chrysler, avrebbe deciso di fare del Biscione una società autonoma, sul modello Maserati e Ferrari, come parte di un suo piano per far rivivere i brand in difficoltà. E’ quanto ha scritto il periodico “Automotive News Europe”.