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Piazza Affari chiude in rialzo dopo dati mercato lavoro Usa, acquisti sui finanziari

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Piazza Affari chiude in rialzo trascinata dalla brillante performance dei titoli del comparto finanziario. La notizia di giornata sono statio i dati sul mercato del lavoro Usa: a ottobre negli Stati Uniti sono stati creati 271 mila nuovi posti di lavoro, oltre le attese degli analisti che erano pari a 185 mila posti, mentre la disoccupazione è scesa al 5%. Dati che spalancano le porte al rialzo dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve nel meeting del 16 dicembre. Dopo i dati il dollaro ha avuto un’accelerazione rialzista con il cambio euro/dollaro sceso sotto 1,08, ai minimi degli ultimi sei mesi. Al rialzo anche i rendimenti del Treasury decennale, schizzati al 2,32% sui livelli più elevati da luglio. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo dell’1,37% a 22.529 punti.

Vola Unipol (+7,33% a 4,594 euro) che ha chiuso i primi nove mesi del 2015 con un utile netto pari a 594 milioni di euro, in crescita rispetto ai 431 milioni dell’analogo periodo del 2014 (+37,8%). Il risultato ante imposte del comparto assicurativo si è attestato a 1,04 miliardi, in crescita del 7% rispetto ai primi nove mesi del 2014. Acquisti sostenuti anche sugli altri titoli del settore finanziario: Azimut ha guadagnato il 3,55% a 22,71 euro, Banco Popolare il 3,38% a 13,12 euro, Montepaschi il 2,90% a 1,63 euro, Intesa SanPaolo il 2,71% a 3,176 euro, Ubi Banca il 2,58% a 6,75 euro. Lusso debole in scia ai conti inferiori alle attese di Richemont. Il colosso svizzero ha chiuso il primo semestre del’esercizio fiscale 2015-2015 con un utile netto in aumento del 21% a 1,1 miliardi di euro, ma peggio delle attese degli analisti che indicavano 1,23 miliardi. Tra i peggiori da segnalare Salvatore Ferragamo che ha ceduto l’1,36% a 24,56 euro.

Male Saipem (-0,82% a 8,365 euro) in scia alla discesa del petrolio con il Wti che è scivolato a 44,40 dollari al barile. Vendite su Telecom Italia (-2,42% a 1,165 euro) dopo che il Cda ha deliberato di sottoporre all’assemblea dei soci il progetto di conversione a pagamento delle azioni di risparmio in ordinarie. La proposta consentirà ai possessori delle risparmio di ottenere un titolo ordinario, con un rapporto 1:1, pagando un conguaglio di 9,5 centesimi per azione. A questa prima fase facoltativa, ne seguirà un’altra in cui la conversione dei titoli diventerà obbligatoria sulla base di un rapporto di conversione di 0,87 ordinarie per ciascuna azione di risparmio, senza pagamento di conguaglio e senza riduzione del capitale sociale.