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Piazza Affari chiude in rialzo con le banche, debole FCA. Attesa per la Fed

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Piazza Affari ha chiuso in rialzo, anche se lontano ai massimi di giornata, grazie alla buona vena del comparto bancario dopo la decisione della Bank of Japan di cambiare la sua strategia spostando il focus sul controllo della curva dei rendimenti. La Banca centrale nipponica, confermando a 80 mila miliardi di yen l’anno l’ampliamento della base monetaria, ha ora l’obiettivo di mantenere il rendimento del decennale giapponese intorno a quota zero. Questa sera toccherà invece alla Federal Reserve che non dovrebbe toccare i tassi d’interesse, vista la vicinanza delle elezioni presidenziali, ma gli investitori seguiranno con estrema attenzione le parole di Janet Yellen. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo dello 0,88% a 16.349 punti.

Gli acquisti hano premiato i titoli del comparto bancario: Montepaschi ha guadagnato il 2,46% a 0,191 euro, Banco Popolare il 3,65% a 2,072 euro, Popolare di Milano il 4,26% a 0,35 euro, Ubi Banca il 5,38% a 2,192 euro, Unicredit il 3,63% a 2,11 euro. Ben comprata Prysmian (+3,11% a 22,91 euro) che ha rinnovato i massimi storici sfruttando l’assist fornito dall’annuncio di un’importante operazione di consolidamento all’interno dell’industria di riferimento. Nel dettaglio, la società ABB ha ufficializzato la cessione della divisione “cavi ad alta tensione” alla svedese NKT Cables. Bene anche Telecom Italia (+2,61% a 0,747 euro) dopo la nuova proposta della Commissione Ue sulle tariffe roaming secondo cui dal 15 giugno 2017 non ci saranno più limiti in termini di tempo e di volume imposti ai consumatori quando usano il cellulare all’estero all’interno della Ue. Sono però stati esclusi i turisti.

Debole FCA (-0,78% a 5,69 euro) in scia alle indiscrezioni provenienti dal Giappone secondo cui la società Takata, produttrice di componenti auto e airbag, sarebbe prossima al fallimento. Ricordiamo che Fca ha sostenuto negli ultimi anni significativi costi per le campagne di richiamo per la sostituzione degli impianti airbag difettosi (prodotti proprio da Takata). Ultimo in ordine temporale il maxi richiamo di 1,9 milioni di autoveicoli venduti fra il 2010 e il 2014, fra cui i modelli di punta come Chrysler, Dodge e Jeep. Tonica invece la performance di Ferrari che ha chiuso con un progresso del 3,13% a 43,79 euro.