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Piazza Affari chiude in rialzo, brillano Azimut e Banco Popolare

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Piazza Affari ha chiuso in rialzo con l’indice Ftse Mib che ha guadagnato lo 0,66% a 19.697 punti e nel corso della seduta ha aggiornato i massimi dal 22 luglio 2011 a 19.740 punti. Piazza Affari non ha risentito dell’andamento incerto di Wall Street, che deve ancora assorbire i dati contrastanti del mercato del lavoro Usa di dicembre che hanno visto la disoccupazione avvicinarsi al target del 6,5% fissato dalla Federal Reserve. Questa mattina il Tesoro italiano ha collocato Btp a 3 e 15 anni per complessivi 8,19 miliardi di euro. In particolare il titolo triennale è stato collocato ad un rendimento dell’1,51%, il nuovo minimo dall’introduzione dell’euro, mentre il rendimento del bond a 15 anni è sceso al 4,26% dal precedente 4,59%. Da segnalare in novembre il primo incremento annuo dall’agosto 2011 della produzione industriale italiana, che ha mostrato un progresso dell’1,4%. Su base mensile l’aumento è stato pari allo 0,3%.

Tra i finanziari brillanti Azimut (+4,62% a 21,75 euro) e Banco Popolare (+3,28% a 1,667 euro) in scia alle indiscrezioni riportate da Il Sole 24 Ore secondo cui Azimut sarebbe interessata ad Aletti Gestielle, compagnia attiva nel risparmio gestito controllata dal Banco Popolare. Nel comparto bancario gli acquisti hanno premiato anche Popolare di Milano (+2,73% a 0,511 euro), Intesa SanPaolo (+1,10% a 1,932 euro), Mediobanca (+1,25% a 6,90 euro) e Unicredit (+1,87% a 6,005 euro). Positiva Enel (+1,04% a 3,304 euro) in scia alla promozione arrivata questa mattina da Exane. Sul paniere principale ha svettato Saipem che ha mostrato un balzo del 4,87% a 16,38 euro, mentre la controllante Eni ha perso lo 0,40% a 17,33 euro dopo le notizie arrivate dalla Nigeria. Secondo quanto riportato dalla stampa, il colosso petrolifero è stato costretto a chiudere un gasdotto situato nel Delta del Niger per via dei sabotaggi. Fiat (+1,19% a 6,79 euro) è finita sotto i riflettori dopo che, dal Salone dell’Auto di Detroit, il presidente John Elkann ha dichiarato che Marchionne resterà nell’azienda torinese almeno fino al 2017. L’Ad del Lingotto ha invece voluto ribadire la non necessità di un aumento di capitale e che la quotazione in Borsa della nuova entità Fiat-Chrysler “è tecnicamente possibile” entro l’anno.