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Piazza Affari chiude in rialzo, brilla Fondiaria-Sai. Bene Saipem

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La Borsa di Milano ha chiuso in rialzo una seduta senza movimenti bruschi. I primi scambi della mattinata erano stati contrassegnati dall’incertezza nonostante la vittoria in Giappone della coalizione di governo del premier Shinzo Abe alla Camera Alta. Abe potrà ora contare sulla maggioranza assoluta nei due rami del Parlamento nipponico. Il listino milanese ha subito accelerato al rialzo snobbando i dati Eurostat, che nel primo trimestre 2013 hanno evidenziato per l’Italia un rapporto debito/Pil in salita al 130,3%. Negli Stati Uniti il dato di giugno relativo alle vendite di case esistenti ha mostrato un calo dell’1,2% a 5,08 milioni di unità, mentre gli analisti avevano indicato 5,26 milioni di unità. Sul secondario, lo spread è sceso in area 280 punti base dai 288 punti base di venerdì scorso e dei primi scambi. E così a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo dello 0,68% a 16.233 punti.

Fondiaria-Sai ha svettato sul paniere principale con un rialzo del 5,79% a 1,534 euro, mentre Mediolanum ha guadagnato l’1,92% a 5,305 euro. Contrastato il comparto bancario: Unicredit ha guadagnato il 2,49% a 3,952 euro, Intesa SanPaolo l’1,71% a 1,37 euro, Ubi Banca l’1,18% a 3,086 euro. In territorio negativo sono invece finite Popolare di Milano (-1,27% a 0,365 euro) e Monte dei Paschi (-0,55% a 0,216 euro). Saipem (+2,71% a 15,90 euro) ben comprata in scia alla promozione giunta questa mattina da Barclays. Gli analisti della banca d’affari britannica hanno alzato la raccomandazione sul titolo della controllata di Eni a overweight dal precedente equalweight convinti del significativo potenziale di upside insito nell’azione. Fiat (+0,17% a 5,94 euro) è finita sotto la lente di Equita. Gli analisti della sim milanese prevedono che il Lingotto presenti nel secondo trimestre risultati operativi migliori rispetto a quelli dei primi tre mesi del 2013 ma non sufficienti ad aumentare la visibilità sulla guidance per l’intero esercizio.