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Piazza Affari chiude in rialzo, brilla FCA. Positive le banche

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Piazza Affari ha chiuso in rialzo alla vigilia della riunione della Bce. Una riunione importante dopo le recenti aperture di Mario Draghi a nuove misure di allentamento monetario, compreso l’acquisto di titoli di Stato. Nell’attesa l’euro ha toccato i minimi da 27 mesi nei confronti del dollaro poco sopra quota 1,23, mentre lo spread è sceso sotto 125 punti base con il rendimento del Btp decennale che è scivolato sotto il 2%. Dopo la Bce, venerdì l’attenzione sarà rivolta ai dati sul mercato del lavoro statunitense di novembre. Un assaggio è arrivato oggi: il sondaggio Adp ha mostrato in novembre la creazione di 208 mila nuovi posti di lavoro nel settore privato (le attese erano pari a 222 mila). In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib, dopo una salita sopra 20.000 punti, ha chiuso con un rialzo dello 0,99% a 19.978 punti.

FCA (+4,19% a 10,94 euro) è volata sui massimi del 2014. Dallo sbarco a Piazza Affari (13 ottobre) il titolo del gruppo automobilistico ha messo a segno un balzo di oltre 50 punti percentuali toccando oggi un massimo a 10,98 euro. Livelli che il vecchio titolo Fiat aveva toccato nel lontano 2001. Ben comprata anche Telecom Italia (+3,03% a 0,918 euro) dopo le parole dell’Ad Marco Patuano sul Brasile.
Positivi i titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha guadagnato il 2,61% a 11 euro, Popolare di Milano il 2,69% a 0,591 euro, Intesa SanPaolo l’1,41% a 2,44 euro, Ubi Banca l’1,38% a 6,215 euro, Unicredit lo 0,17% a 5,88 euro. Saipem ha perso lo 0,19% a 10,01 euro dopo il tonfo di ieri causato dallo stop della Russia al progetto South Stream. Eni (+0,57% a 15,87 euro) ha snobbato la bocciatura arrivata questa mattina da Barclays. Tonica A2A (+2,14% a 0,835 euro) che ieri aveva pagato l’avvio della vendita sul mercato da parte degli azionisti di riferimento, i Comuni di Milano e Brescia.