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Piazza Affari chiude in rialzo, bene il lusso. Eni paga stacco acconto cedola

QUOTAZIONI Salvatore Ferragamo
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Piazza Affari ha chiuso in rialzo la prima seduta di una settimana che vedrà l’attenzione degli investitori rivolta alle riunioni di Federal Reserve e Bank of Japan, entrambe in calendario mercoledì. Per quanto riguarda la BoJ gli analisti non escludono un taglio dei tassi di riferimento, mentre è visto meno probabile un ulteriore aumento degli acquisti di obbligazioni sovrane. La Fed, invece, dovrebbe mantenere invariati i tassi in attesa delle elezioni presidenziali. Lo scenario più probabile in questo caso è quello di un rialzo del costo del denaro di 25 punti base nella riunione di dicembre. Sebbene dalla Fed non ci si aspetti alcuna manovra sui tassi, gli investitori monitoreranno attentamente le parole di Janet Yellen. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo dell’1,28% a 16.399 punti.

Contrastati i titoli del comparto bancario con le vendite che si sono fatte sentire su Mps (-0,99% a 0,20 euro) e Banco Popolare (-2,24% a 2,094 euro). Acquisti sostenuti invece su Unicredit (+4,32% a 2,054 euro) vista la scadenza dei termini per presentare le manifestazioni di interesse non vincolanti per Pioneer, il colosso del risparmio gestito del gruppo. Secondo le indiscrezioni circolate la scorsa settimana, fra i vari offerenti figurano la cordata Poste Italiane-Anima-Cdp, Amundi, Axa, Allianz. Tra le banche bene anche Intesa SanPaolo (+2,48% a 2,064 euro). Male Eni (-1,63% a 12,70 euro) che ha pagato lo stacco dell’acconto dividendo a 0,4 euro.

Ben comprato il comparto del lusso con gli analisti di BofA Merrill Lynch che hanno alzato il giudizio su Ferragamo (+2,42% a 21,13 euro) a buy dal precedente neutral: “la valutazione è attraente e la crescita potenziale degli utili è sottostimata”. Gli acquisti hanno premiato anche YNAP (+3,46% a 28,10 euro) e Moncler (+2,90% a 15,60 euro). STM ha mostrato un progresso del 2,33% a 7,015 euro dopo le buone notizie arrivate venerdì scorso da Intel che ha aumentato la guidance per il terzo trimestre. Il colosso statunitense si aspetta un fatturato di 15,6 miliardi di dollari, in crescita del 5% rispetto alle precedenti indicazioni, grazie all’incremento della domanda di personal computer.