Piazza Affari chiude in rialzo, bene banche e Eni. Fiat in rosso

Inviato da Alberto Bolis il Ven, 21/09/2012 - 17:41
Quotazione: TELECOM ITALIA
Quotazione: ENI
Quotazione: FCA CHRYSLER
La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in rialzo recuperando un po' di terreno dopo la debolezza degli ultimi giorni. I mercati si sono risvegliati questa mattina con le parole del ministro degli esteri tedesco, Guido Westerwelle. In un'intervista a La Repubblica Westerwelle ha dichiarato che condivide la politica portata avanti fino a questo momento dal presidente del Consiglio italiano, Mario Monti, e che la decisione presa dalla Banca centrale europea non è "diabolica", come l'ha apostrofata ieri il presidente della Buba, Jens Weidmann. Anzi è una mossa fondamentale che ci sta portando fuori dalla crisi. Intanto sul fronte europeo la questione Spagna rimane sempre in primo piano. Il Tesoro di Madrid ha collocato con successo 4,8 miliardi di euro di titoli a 3 e 10 anni ma il mercato resta focalizzato su quando il governo di Rajoy chiederà ufficialmente l'attivazione dello scudo anti-spread. Mentre il rendimento del decennale italiano è tornato sul secondario al 5%, a Piazza affari l'indice Ftse Mib ha guadagnato l'1,01% a 15.991 punti.

Le banche hanno ritrovato smalto dopo i ribassi di ieri: Monte dei Paschi ha guadagnato il 4,17% a 0,244 euro, Mediobanca il 3,29% a 4,21 euro, Popolare di Milano il 2,30% a 0,44 euro, Banco Popolare il 3,08% a 1,24 euro, Ubi Banca il 2,22% a 3,136 euro, Intesa SanPaolo il 2,53% a 1,256 euro, Unicredit lo 0,82% a 3,46 euro. Buona la prova di Telecom Italia (+2,71% a 0,813 euro) e Atlantia (+1,13% a 12,54 euro). Eni ha guadagnato l'1,75% a 18,56 euro all'indomani del Cda che ha quantificato in 604 milioni di euro l'impatto negativo sugli utili "reported" del terzo trimestre dell'arbitrato con GasTerra sulle forniture dal 2005-2012. Secondo Banca Akros la notizia è positiva in quanto l'ammontare complessivo è più basso della richiesta da parte di GasTerra, pari a 1 miliardo di euro. Fiat (-1,10% a 4,492 euro) in rosso alla vigilia dell'incontro a Palazzo Chigi tra Sergio Marchionne e Mario Monti.
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