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Piazza Affari chiude in rialzo, bene banche e assicurazioni. Ma Mps è maglia nera

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Piazza Affari ha chiuso in rialzo trascinata dal comparto finanziario, ad eccezione di Mps che ha indossato la maglia nera aggiornando i minimi storici. La capitalizzazione della banca senese è ormai di poco superiore ai 500 milioni di euro. La smentita di Bce e Bundesbank alle indiscrezioni di una graduale riduzione del quantitative easing europeo ha da un lato favorito la ripresa delle azioni bancarie, ma dall’altro non ha arrestato le vendite sui titoli di Stato. Il tasso del Bund decennale è passato dal -0,06% dei primi scambi a -0,01%. Il petrolio ha toccato i massimi da giugno in scia alle attese di un nuovo calo delle scorte di petrolio negli Stati Uniti. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo dell’1,03% a 16.476 punti.

Banche in gran spolvero: Banco Popolare ha guadagnato il 3,45% a 2,22 euro, Popolare di Milano il 5,15% a 0,396 euro, Intesa SanPaolo il 3,32% a 1,994 euro, Unicredit il 4,08% a 2,092 euro. Bene anche le assicurazioni con Generali e Unipol in rialzo rispettivamente del 4,17% a 11,23 euro e del 3,55% a 2,39 euro. In decisa controtendenza Mps (-3,93% a 0,173 euro) che ha nuovamente aggiornato i minimi storici in attesa del piano del Ceo Marco Morelli, che sarà presentato il prossimo 24 ottobre. Il Fondo monetario internazionale ha citato la banca senese come esempio di debolezza.

Acquisti sostenuti su Eni (+2,31% a 13,27 euro) che ha cavalcato l’ascesa del petrolio e la promozione arrivata da Deutsche Bank che ha alzato la raccomandazione da hold a buy, con prezzo obiettivo che passa da 15 a 15,25 euro ritenendo che il rapporto rischio/rendimento del titolo è interessante. Debole invece il settore utility con le vendite che si sono abbattute su Terna, che ha perso il 2,89% a 4,372 euro, e Snam, che ha lasciato sul parterre il 2,44% a 4,724 euro.