Piazza Affari chiude in rialzo, ben comprate Fiat e Finmeccanica. Acquisti sulle banche

Inviato da Alberto Bolis il Ven, 08/03/2013 - 17:43
Quotazione: LEONARDO FINMECCANICA
Quotazione: ENI
Quotazione: DIASORIN
Quotazione: FCA CHRYSLER
La Borsa di Milano ha chiuso in rialzo sfruttando i dati sul mercato del lavoro Usa che hanno visto il tasso di disoccupazione portarsi ai minimi a oltre 4 anni. Lo scorso mese la disoccupazione è scesa al 7,7% dal 7,9% di gennaio. A febbraio inoltre il saldo delle buste paga nei settori non agricoli, le cosiddette "non farm payrolls", è risultato positivo per 236 mila unità. Il consensus Bloomberg era fermo a +165 mila dalle +119 mila di gennaio. In Germania la produzione industriale di gennaio ha mostrato una variazione nulla mentre le attese erano per un progresso dello 0,5%.

Questa mattina la Borsa di Tokyo è tornata ai livelli precedenti il crack di Lehman Brothers. La marcia dell'indice Nikkei, che da inizio anno ha mostrato un progresso di circa 12 punti percentuali, è arrivata oggi a 12.284 punti. Un valore superiore ai 12.214 punti registrati alla chiusura del 12 settembre 2008, pochi giorni prima del crollo della banca d'affari statunitense. E così a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha guadagnato l'1,50% a 16.186 punti.

Fiat ha svettato sul paniere principale con un balzo del 5,48% a 4,424 euro dopo aver raggiunto l'accordo con i sindacati Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione Quadri, in merito al rinnovo per un anno del contratto collettivo per i dipendenti degli stabilimenti italiani del gruppo auto torinese. Brillante anche Finmeccanica (+5,12% a 3,902 euro) all'indomani del via libera da parte del nuovo amministratore delegato del gruppo, Alessandro Pansa, delle nuove procedure che accentrano nella holding i controlli sulle attività delle controllate. Positive le banche: Mediobanca ha guadagnato il 3,68% a 4,672 euro, Unicredit il 2,97% a 3,958 euro, Banco Popolare il 2,69% a 1,182 euro, Intesa SanPaolo l'1,69% a 1,264 euro, Ubi Banca l'1,32% a 3,518 euro. Diasorin è scivolata sul fondo del Ftse Mib con un tonfo del 6,60% a 27,46 euro dopo aver archiviato il 2012 con un utile netto consolidato a 89,5 milioni di euro, in calo del 10,1% rispetto all'esercizio precedente. In flessione dell'1,8% i ricavi che si sono attestati a 432 milioni.
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