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Piazza Affari chiude in rialzo, ben comprata Eni. Finmeccanica maglia nera

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La Borsa di Milano ha chiuso in rialzo nel giorno in cui Giorgio Napolitano, dopo il giro di consultazioni lampo, ha affidato l’incarico per la formazione del nuovo Governo a Enrico Letto che ha accettato con riserva. Nel frattempo si fanno sempre più concrete le possibilità di un taglio del costo del denaro da parte della Bce già nel meeting di maggio in agenda settimana prossima. Il debole indice Ifo tedesco (104,4 punti ad aprile contro un consensus di 106,2 punti) uscito oggi ha confermato infatti il deterioramento delle prospettive per la congiuntura tedesca e in generale dell’Eurozona. Oggi l’asta di Ctz e Btpei ha visto una robusta domanda con il rendimento del Ctz a due anni sceso ai minimi di sempre. Venerdì sarà invece il turno dell’asta di Bot a 6 mesi. Mentre lo spread è risalito sopra quota 270 punti base, a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,44% a 16.563 punti.

Mediaset (+3,38% a 1,898 euro) ben comprata dopo che durante l’assemblea dei soci l’Ad Giuliano Andreani ha fatto sapere che la raccolta del Biscione dovrebbe migliorare nella seconda parte dell’anno, specialmente negli ultimi quattro mesi. Molto bene Eni (+2,43% a 18,13 euro) nonostante Il Sole 24 Ore ha ipotizzato l’ennesimo ritardo della produzione nel maxi-giacimento Kashagan in Kazakistan. Tra le banche da segnalare la performance negativa della Popolare di Milano (-4,01% a 0,527 euro). Dopo l’addio del presidente del Filippo Annunziata hanno rassegnato le dimissioni altri consiglieri allargando così la crisi che sta colpendo l’organo di controllo della banca di Piazza Meda. Nel settore sono finite in rosso anche Mediobanca (-2,80% a 4,738 euro), Ubi Banca (-0,70% a 3,14 euro), Banco Popolare (-0,71% a 1,118 euro) e Intesa SanPaolo (-0,07% a 1,358 euro). In positivo invece Unicredit (+0,20% a 3,926 euro). Finmeccanica (-5,52% a 3,968 euro) maglia nera del paniere principale dopo i conti del 2012 che hanno mostrato una perdita 786 milioni di euro.