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Piazza Affari chiude in rialzo, acquisti sulle banche. Tod’s maglia nera

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La Borsa di Milano ha chiuso in rialzo dopo che in mattinata l’indice Pmi manifatturiero tedesco è salito di slancio oltre i 50 punti che non vedeva dal febbraio scorso. A inizio settimana la Bundesbank aveva rimarcato che l’economia tedesca nel secondo trimestre dell’anno ha evidenziato una crescita robusta grazie al traino di produzione industriale e del settore delle costruzioni. Questi segnali di ripresa, a detta degli analisti, potrebbero permettere alla Bce di stare alla finestra senza agire sul fronte tassi. Il mercato ha snobbato l’ennesima contrazione dell’indice Pmi manifatturiero cinese, che a luglio è rallentato a 47,3 punti toccando i minimi degli ultimi 11 mesi. Per il terzo mese consecutivo il Pmi si è attestato sotto la soglia dei 50 punti, che indica la separazione tra espansione e contrazione economica. Negli Stati Uniti la vendite di nuove case a giugno sono salite a 497 mila unità, livello più alto dal maggio 2008. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso in rialzo dell’1,26% a 16.442 punti.

Brillante il comparto bancario: Ubi Banca ha guadagnato il 3,93% a 3,278 euro dopo aver ricevuto ieri dalla Banca d’Italia l’autorizzazione ad utilizzare il sistema interno avanzato per la determinazione dei requisiti patrimoniali. Secondo gli analisti di Equita la prossima candidata ad ottenere l’approvazione di Bankitalia ai modelli interni sul segmento corporate è la Banca Popolare dell’Emilia Romagna, che oggi è avanzata del 3,49% a 5,015 euro. Gli acquisti hanno premiato anche Popolare di Milano (+2,64% a 0,384 euro), Unicredit (+3,05% a 4,05 euro), Intesa SanPaolo (+1,59% a 1,405 euro), Banco Popolare (+2% a 1,02 euro). Tra i finanziari da segnalare anche le performance brillanti di Fondiaria-Sai (+3,85% a 1,563 euro) e Mediolanum (+2,18% a 5,40 euro). Sul fondo del paniere principale è finita Tod’s (-3,94% a 119,50 euro) in scia alla bocciatura di Ubs. Gli analisti della banca elvetica hanno peggiorato il giudizio sull’azione a sell dal precedente neutral. STMicroelectronics (-2,60% a 6,55 euro) ancora in rosso dopo il tonfo di ieri, quando la società dei chip aveva fatto sapere di aver chiuso il secondo trimestre del 2013 con una perdita di 152 milioni di dollari, raddoppiata rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Male anche Saipem (-1,81% a 15,75 euro) in scia alla bocciatura di Morgan Stanley.