Piazza Affari chiude in rialzo, acquisti sui finanziari. Male Telecom Italia

Inviato da Alberto Bolis il Ven, 08/02/2013 - 17:42
Quotazione: TELECOM ITALIA
Quotazione: MEDIOBANCA
Quotazione: SAIPEM
Quotazione: ENI
Quotazione: FCA CHRYSLER
La Borsa di Milano ha chiuso l'ultima seduta della settimana in rialzo grazie alla buona vena del comparto finanziario. Dopo un avvio incerto, complice la risalita dello spread oltre la soglia dei 300 punti base, il listino milanese ha aumentato i guadagni e il differenziale è sceso in area 290 punti base. Una spinta è arrivata anche dalla partenza positiva di Wall Street. Sul fronte macro da segnalare il balzo delle esportazioni cinesi in gennaio (+25%), mentre in Italia la produzione industriale è calata del 6,7% nel 2012, la peggior variazione annua dal 2009.

A Bruxelles, dopo una maratona interminabile, il Consiglio europeo ha raggiunto un'intesa sul bilancio 2014-2020. Le cifre che sono trapelate questa mattina, con un tetto totale di spesa pari a 960 miliardi di euro, non dovrebbero essere state ritoccate. Per l'Italia, come dichiarato dal premier Monti, il Consiglio si è concluso con un miglioramento significativo del saldo netto, pari a meno 3,8 miliardi di euro rispetto ai sette anni precedenti che equivale allo 0,23% del Pil. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha guadagnato l'1,40% a 16.630 punti.

Il paniere principale è stato trascinato dalla buona vena del comprato bancario: Ubi Banca ha guadagnato il 5,15% a 3,636 euro, Mediobanca il 4,03% a 5,135 euro, Popolare di Milano il 4,07% a 0,519 euro, Unicredit il 3,40% a 4,384 euro, Intesa SanPaolo il 2,34% a 1,399 euro, Banco Popolare l'1,45% a 1,40 euro. Bene anche gli altri titoli del settore finanziario: Mediolanum ha mostrato un progresso del 2,35% a 4,36 euro, mentre Generali è avanzata del 2,15% a 13,32 euro. Fiat (+2,88% a 4,50 euro) ancora brillante in scia alle indicazioni fornite da Sergio Marchionne durante un roadshow con gli investitori. Eni ha strappato un rialzo dello 0,58% a 17,43 euro dopo il tonfo di ieri, innescato dalla notizia del coinvolgimento dell'Ad Paolo Scaroni nell'inchiesta sulle presunte tangenti di Saipem in Algeria. Il colosso petrolifero e il suo Ad si sono dichiarati totalmente estranei alle vicende oggetto di indagine. Di contro Saipem ha lasciato sul parterre l'1,51% a 21,47 euro con gli analisti di Exane che hanno confermato la loro visione neutrale sul titolo, prevedendo però un taglio del dividendo pari al 60% mentre il management ha ribadito che non è necessario un cambio nella politica di dividendi. Seduta difficile per Telecom Italia (-1,26% a 0,664 euro) dopo che il management, presentando il piano industriale, ha deliberato la distribuzione di un dividendo pari a 450 milioni di euro l'anno per il 2013-2015, dimezzato rispetto ai 900 milioni dello scorso esercizio.
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