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Piazza Affari chiude in positivo, Ftse Mib in rialzo di oltre l’1%. Telecom Italia protagonista

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La Borsa di Milano ha chiuso in rialzo in scia alla buona vena dei principali gruppi bancari del Paese e agli acquisti su Telecom Italia, la protagonista di giornata. I riflettori sono stati rivolti verso la Cina, dove a marzo l’inflazione è salita del 2,1%, un rialzo inferiore sia al precedente (+3,2%) sia alle attese degli analisti (+2,5%). Nel pomeriggio Fitch ha fatto sapere di aver ridotto il rating sul debito in valuta locale di Pechino ad “A+” da “AA-“. L’agenzia Usa ha confermato l’outlook stabile sottolineando però come siano aumentato i rischi sulla stabilità finanziaria. Negli Stati Uniti Ben Bernanke ha dichiarato che il sistema bancario americano è più solido grazie agli stress test implementati dalla Federal Reserve. Il numero uno della Banca centrale Usa ha inoltre aggiunto che l’economia è molto più forte di quattro anni fa, anche se le condizioni sono chiaramente ancora lontane “da quello che vorremmo che fossero”. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha guadagnato l’1,26% a 15.436 punti.

Telecom Italia protagonista di giornata con un rialzo del 3,83% a 0,596 euro. Ad impattare sull’azione le nuove indiscrezioni sulla fusione con 3Italia, tema che sarà oggetto di discussione nel corso del Cda convocato per giovedì 11 aprile. Gli acquisti hanno premiato i titoli delle principali banche del Paese: Mediobanca ha guadagnato il 5,02% a 4,182 euro, Intesa SanPaolo il 3,60% a 1,208 euro, Unicredit l’1,89% a 3,35 euro. In territorio negativo sono invece finiti Banco Popolare (-0,32% a 0,924 euro) e Monte dei Paschi (-0,06% a 0,165 euro). Azimut ha svettato sul paniere principale con un balzo del 5,75% a 12,68 euro dopo aver registrato a marzo una raccolta totale positiva per 175 milioni di euro. Fiat ha guadagnato l’1,61% a 4,038 euro nel giorno dell’assemblea degli azionisti con Sergio Marchionne che ha fatto sapere che a fine aprile ci sarà l’aggiornamento dei target per il 2013. Buona performance dei colossi pubblici dell’energia: Eni ha mostrato un progresso dell’1,59% a 17,86 euro, Enel è avanzata dell’1,24% a 2,61 euro. Pirelli (-2,34% a 7,52 euro) ancora in rosso dopo aver segnato ieri un tonfo di oltre 6 punti percentuali in scia all’annuncio del rinvio della presentazione del piano industriale 2013-2017.