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Piazza Affari chiude in negativo, banche altamente volatili

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Sono tornate le vendite sul listino milanese con nuovamente in difficoltà i testimonial del comparto bancario. In chiusura l’indice Ftse Mib ha lasciato sul terreno lo 0,98% a quota 17.942 punti. Da inizio anno l’indice guida milanese segna un saldo negativo di circa il 24%. Banche centrali al centro del dibattito dopo il nulla di fatto deciso ieri sera e stanotte rispettivamente da Federal Reserve e Bank of Japan. L’istituto centrale statunitense ha rispettato le attese anche a livello di toni con ottimismo sulle prospettive economiche degli Stati Uniti, con deboli dati sul lavoro di maggio e questione Brexit potenziali fonti di rischio.
Sui mercati il tema dominante resta proprio quello della Brexit. A una settimana esatta dal referendum anche le quote dei bookmakers vedono aumentare l’eventualità di una vittoria del fronte favorevole all’uscita dall’UE, anche se ritengono ancora più probabile l’affermazione del fronte favorevole a rimanere nell’Unione Europea, a differenza dei sondaggi d’opinione che danno i Brexit in vantaggio. Secondo il team di gestione di Intermonte Advisory, l’esposizione diretta delle principali società del FTSE MIB al rischio Brexit, misurata come percentuale del fatturato generato in Gran Bretagna, è piuttosto modesta e concentrata solo su alcune società, Yoox NAP risulta la società con maggior quota di fatturato legata a Uk, pari al 15%, seguita da Leonardo-Finmeccanica con il 14%, Prysmian con il 13%.
Nuovo giornata difficile per i titoli bancari con ripetute sospensioni per Bper (-2,6%), Bpm (-0,89%) e Ubi Banca (-2,13%), che hanno comunque ridotti i ribassi nell’ultima parte della seduta. Minimi assoluti per Unicredit (2,21%) scesa fino a quota 2,132 per poi risalire a 2,20 euro.
Giornata difficile anche per Fca (-1,19% a 5,795 euro) nonostante i buoni riscontri arrivati dalle immatricolazioni europee. Pesa la bocciatura a sell decisa oggi da Citigroup rispetto al precedente neutral.
Andamento misto per i titoli del settore lusso: +0,21% Salvatore Ferragamo, -3,29% per Tod’s e -2,2% Moncler. I dati diffusi da Global Blue vedono negli ultimi mesi un forte calo dello shopping dei cinesi in Europa complice anche il nuovo visto biometrico che richiede 10 impronte digitali e un’immagine del volto.