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Piazza Affari chiude in moderato ribasso, vendite su Fiat. Bene Mediobanca dopo i conti

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Piazza Affari ha chiuso in moderato ribasso con il Ftse Mib che ha ceduto lo 0,24% a 18.829 punti nella prima seduta della settimana. Gli investitori sono già proiettati a mercoledì quando si riunirà la Federal Reserve che dovrebbe confermare il piano di acquisto titoli da 85 miliardi di dollari al mese. Sempre negli Stati Uniti a settembre la produzione industriale è cresciuta dello 0,6% toccando i massimi degli ultimi sette mesi. Il discorso del Governo si è spostato sul capitolo delle privatizzazioni, dalle quali si punta a raccogliere 20 miliardi di euro in tre anni. Risorse che saranno utilizzate per ridurre il debito pubblico che ad agosto si è attestato a 2.060 miliardi di euro. Nei prossimi giorni saranno da monitorare le aste del Tesoro, domani i Bot a 6 mesi e mercoledì i Btp a 5 e 10 anni, e l’entrata nel vivo della stagione delle trimestrali con big come Fiat e Eni chiamati alla prova dei conti.

Giornata storta per Fiat che ha perso il 3,20% a 5,745 euro in scia alla bocciatura di JP Morgan sul settore automobilistico europeo. Il giudizio della banca americana è passato a neutral dal precedente overweight. Tra le banche le vendite hanno colpito Popolare di Milano (-2,30% a 0,473 euro), Banco Popolare (-1,84% a 1,391 euro), Intesa SanPaolo (-2,33% a 1,759 euro), Unicredit (-2,08% a 5,19 euro) e Popolare dell’Emilia Romagna (-0,64% a 6,94 euro). Sempre nel comparto finanziario seduta negativa anche per Fondiaria-Sai, che ha ceduto l’1,21% a 1,807 euro, e Mediolanum, che ha perso il 2,04% a 6,225 euro.
In decisa controtendenza Mediobanca che ha guadagnato il 3,32% a 6,54 euro dopo aver chiuso il primo trimestre dell’esercizio fiscale 2013-2014 con un utile netto in crescita a 171,2 milioni di euro rispetto ai 109 milioni di euro riportati nello stesso periodo dell’anno scorso. Tra i migliori di seduta anche Luxottica che ha mostrato un progresso del 3,63% a 38,24 euro. Telecom Italia (+0,89% a 0,677 euro) ancora sotto i riflettori in attesa del Cda del 7 novembre che dovrà varare il nuovo piano industriale.