Piazza Affari chiude in moderato ribasso, male Telecom Italia dopo i conti

Inviato da Alberto Bolis il Ven, 02/08/2013 - 17:43
Quotazione: TELECOM ITALIA
Quotazione: ENEL
Quotazione: MEDIASET
Quotazione: INTESA S.PAOLO
La Borsa di Milano ha tirato il freno dopo la brillante performance di ieri, che era stata favorita dalla presa di posizione delle Banche centrali. Prima la Fed ha confermato il piano di acquisto titoli da 85 miliardi di dollari al mese, poi la Bce ha confermato che i tassi rimarranno sui minimi storici per lungo tempo. Negli Stati Uniti ha perso leggermente vigore il ritmo di creazione di posti di lavoro negli Stati Uniti che però hanno visto la disoccupazione portarsi ai minimi da fine 2008 al 7,4%. Le non farm payrolls si sono attestate per 162 mila unità contro il consensus Bloomberg che indicava 185 mila unità. Il listino milanese non ha subito scossoni dalla sentenza della Cassazione che ha confermato la condanna a Silvio Berlusconi, rinviando alla Corte di Appello la pena accessoria all'interdizione dai pubblici uffici. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,24% a 16.779 punti.

Giornata storta per Telecom Italia (-4,23% a 0,49 euro) dopo una semestrale nera. Il gruppo delle tlc ha chiuso i primi sei mesi dell'anno con una perdita pari a 1,4 miliardi di euro, con una flessione di 2,6 miliardi rispetto al primo semestre 2012. Tra le banche Intesa SanPaolo ha perso l'1,99% a 1,43 euro dopo aver chiuso il secondo trimestre con un utile netto in calo a 116 milioni di euro rispetto ai 306 milioni del primo trimestre 2013 e ai 470 milioni del secondo trimestre dell'anno scorso. Restando nel comparto bancario Ubi Banca ha ceduto il 3,28% a 3,182 euro, Popolare di Milano l'1,97% a 0,373 euro, Banco Popolare l'1,96% a 0,977 euro, Unicredit lo 0,71% a 4,202 euro. In decisa controtendenza Mediobanca che ha mostrato un progresso del 3,25% a 4,834 euro. Seduta positiva per Enel (+2,11% a 2,618 euro) all'indomani dei conti che nel primo semestre hanno evidenziato un Ebitda (8,3 miliardi di euro) e profitti (1,65 miliardi) sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo del 2012.
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