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Piazza Affari chiude in moderato ribasso dopo la brillante performance di ieri

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Piazza Affari ha chiuso in moderato ribasso tirando il freno dopo la brillante performance di ieri. Dopo l’inflazione Usa di ieri in crescita, l’euro è rimasto stabile sul dollaro sui livelli minimi degli ultimi otto mesi. Nel pomeriggio è arrivato l’allarme da parte della Confindustria: “l’Italia era in crisi prima della crisi e continua ad esserlo. Gli ultimi dati confermano le nostre stime di dinamica piatta del Pil nel 2014”. Uno spiraglio di luce si intravede nel mercato del lavoro, il cui deterioramento “appare essersi arrestato al di là delle fluttuazioni mensili”. Sul secondario, in una seduta senza scossoni, lo spread Btp-Bund si è riportato sotto quota 160 punti base. Sui mercati prevale comunque la cautela in scia alle tensioni geopolitiche in Ucraina e Medio Oriente. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ja chiuso con un ribasso dello 0,20% a 20.831 punti.

Contrastati i titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha guadagnato l’1,36% a 11,92 euro, Intesa SanPaolo lo 0,89% a 2,264, Ubi Banca l’1,50% a 6,055 euro, Unicredit l’1,73% a 5,87 euro. In territorio negativo sono finite Popolare dell’Emilia Romagna (-1,47% a 6,365 euro) e Montepaschi (-0,45% a 1,304 euro). Sul paniere principale ha svettato Buzzi Unicem con un progresso del 3,08% a 12,68 euro in scia alla promozione arrivata questa mattina da Equita. Debole Fiat (-0,52% a 7,63 euro) con Sergio Marchionne che ha dichiarato che il gruppo chiuderà il secondo trimestre del 2014 in linea con le attese, confermando che la quotazione di Fiat Chrysler Automobiles (Fca) è in programma per le prime due settimane di ottobre. Sotto i riflettori Telecom Italia (-0,62% a 0,874 euro) in scia al ritorno delle voci di una fusione tra Tim Brasil, controllata carioca di Telecom Italia, e Gvt, società brasiliana di telefonia fissa e fibra ottica che fa capo a Vivendi. Tira il freno Saipem (-1,15% a 18,87 euro) dopo la brillante performance di ieri sostenuta dal ritorno delle voci di una possibile cessione da parte di Eni (+0,10% a 19,79 euro).