Piazza Affari chiude in moderato ribasso, ancora vendite su Telecom. Corre Mediaset

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La Borsa di Milano ha chiuso in moderato ribasso una seduta relativamente tranquilla. La scorsa settimana i listini azionari erano stati guidati dalle scelte delle Banche centrali: la Fed ha confermato il piano di acquisto titoli da 85 miliardi di dollari al mese, mentre la Bce ha assicurato che i tassi rimarranno sui minimi storici per un prolungato periodo di tempo. Nel frattempo i dati macro statunitensi continuano a superare le attese. L’indice Ism servizi è balzato a luglio a 56 punti dai precedenti 52,2 punti, battendo le previsioni che erano ferme a 53,1 punti. Domani in Italia l’attenzione sarà focalizzata sulla prima lettura del Pil del secondo trimestre e sulla produzione industriale di giugno. Mentre sul secondario lo spread Btp-Bund è sceso sotto i 260 punti base, a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dello 0,13% a 16.757 punti.

Parmalat ha indossato la maglia nera sul paniere principale di Piazza Affari con un ribasso del 3,68% a 2,512 euro dopo che venerdì a mercati chiusi la controllante Lactalis ha fatto sapere che le voci di un delisting della società emiliana sono “prive di fondamento”. Ennesima seduta storta per Telecom Italia, che ha ceduto il 2,20% a 0,48 euro aumentando le perdite dopo la bocciatura di Fitch. L’agenzia Usa ha declassato il rating del gruppo tlc a BBB- dal precedente BBB, confermando l’outlook negativo.Tra le banche Intesa SanPaolo ha ceduto l’1,12% a 1,414 euro, Monte dei Paschi l’1,18% a 0,201 euro, Ubi Banca lo 0,88% a 3,154 euro. Unicredit è arretrata dello 0,86% a 4,166 euro alla vigilia del test dei conti con gli analisti che prevedono un utile del secondo trimestre pari a 349 milioni. In controtendenza Banco Popolare (+1,53% a 0,992 euro) e Popolare di Milano (+0,62% a 0,375 euro). Mediaset ha svettato sul paniere principale con un balzo del 4% a 3,434 euro sfruttando la promozione arrivata questa mattina da Deutsche Bank. Tra i migliori di giornata anche Fondiaria-Sai (+2,09% a 1,658 euro) e Azimut (+2,05% a 17,40 euro).